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Mario Merz
Loris Schermi

L'arte è in lutto per la morte di Mario Merz. Il 9 novembre scorso, a Torino, all'età di 78 anni, si spegne uno dei protagonisti dell'arte della seconda metà del novecento. Un profondo innovatore che ha contribuito in maniera rilevante alla diffusione dell'arte contemporanea italiana in tutto il mondo.

Dal suo esordio nei primi anni cinquanta con una pittura di tipo espressionista, era approdato, verso la fine del decennio, all'Informale e si era imposto nella scena artistica già con la sua prima personale nel 1956 alla Galleria La Bussola di Torino. Nella metà degli anni Sessanta la sua ricerca lo porta ad una svolta. Abbandona di fatto la pittura di tipo tradizionale e comincia a lavorare in un'inedita combinazione di elementi organici e industriali. Nel 1967 Germano Celant lo chiamerà per esporre in quella che sarà la prima mostra di Arte Povera, presso la Galleria La Bertesca di Genova.

Nel 1968, utilizzando materiali etereogenei (strutture di metallo, pannelli di vetro, creta, foglie, tubi al neon, ecc), Merz realizza il primo esemplare della lunga serie di igloo ispirati alle abitazioni di certe culture nomadi. Una forma archetipica che rimanda ad una sensazione di provvisorietà, quasi un'eco di un destino umano senza certezze.

Nel 1969 comincia ad utilizzare, nelle sue installazioni, la progressione logico-matematica del matematico Fibonacci (secondo la quale ogni numero è costituito dalla somma dei due che lo precedono). La teoria, formulata nell'ormai lontano '200, per calcolare il processo di crescita della natura, entra prepotentemente nell'opera dell'artista, e come un alchimista cerca di porre ordine al caos naturale delle cose, così Merz ritrova un ordine negli elementi e nell’architettura delle sue installazioni, in un divenire spazio-temporale esponenziale, dinamico e vitale.

Questi elementi, costanti in tutta la produzione di Mario Merz, dalla metà degli anni settanta si intersecano tra loro, in lavori complessi ed articolati che lo porteranno a non disdegnare un certo ritorno alla pittura. Animali primordiali dalla simbolica forma a spirale, come rettili o chiocciole diverranno il soggetto di tele e drappi inseriti nelle sue installazioni.

E' superfluo ricordare i musei e le gallerie di tutto il mondo, che hanno accolto con mostre e acquisizioni, l'opera di Mario Merz, contribuendo al riconoscimento di uno dei più grandi artisti della nostra epoca.

12/11/2003

Mario Merz
Mario Merz Igloo
Igloo

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