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Knowbotic Research: Reale o virtuale?
Francesca De Nicolò

Knowbotic Research (presente alla 48° Biennale di Venezia del ‘99 e in giugno 2001 a Liste 01 a Basilea, ultimamente ha partecipato al convegno "Trans Urbanism", location: NAI - Architecture Institutea Rotterdam ottobre-novembre 2000) è un gruppo che unisce liberamente artisti media tra cui Yvonne Wilheim, Alexander Tuchacek e Christian Hueber e scienziati. KR+cF ha scelto di lavorare nel net , trasversalmente tra il mondo della scienza e dell’arte nell’intenzione di creare una relazione e una interconnessione, una convivenza osmotica che sperimentalmente scioglie un nodo tra arte e scienza che da Leonardo in poi ha avvicinato molte esperienze cognitive e creative. I KR+cF scrivono "Noi crediamo che la tecnologia sia il paesaggio in trasformazione delle azioni, e la loro mediatizzazione è la natura primaria che noi conosciamo che noi pensiamo e che allo stesso tempo possiamo agire trascendendo e rigettando nella realtà per essere in grado di giocare con la contingenza, nell’ordine di trovare un nostro proprio parametro noi dobbiamo ricostruire i parametri di ognuno, ricostruire le cose, per estendere le prospettive comunicative. Ognuno deve trovare e sperimentare spazi per una nuova arte. Oggi ci sono molti più spazi temporanei che hanno maggiore intensità delle istituzioni permanenti."

Knowbotic Research è legato idealmente all’esperienza concettuale e di Fluxus e agisce sia in rete che in spazi "reali", studia la relazione tra identità dell’individuo e possibilità di espansione sensoriale, visiva e sonora, partendo dalla possibilità di creare una sorta di corpo tecnologico immanente che affianca quella che viene definita una cyber reception, una percezione nuova che crea una nuova coscienza e una nuova comprensione della presenza umana.

Una riflessione di indagine e di intermediazione tra artista e fruitore che mettendo in crisi i modi di comunicare, e di identificare utilizzando sistemi, programmi, interfacce, codici e matrici cerca di esplorare i diversi interventi e connessioni che invadono e continuamente trasformano il reale o il virtuale proponendo dei lavori nei quali l’identità diventa un intersezione know botica in loop.

Per Basilea Liste 01, KR+cF in coop. Con Max Rheiner, Peter Sandbichler, krungkuene.org, hanno presentato un installazione interattiva di luce e suono connessa con comandi web distribuiti in un processo network, dal titolo Eventmodul, anonymus databody, creata da una costruzione di data corpi che si sviluppano a partire dall’interazione delle varie tracce personali lasciate dagli spettatori di Art Basel quando usano forme di comunicazione digitale interagendo con la postazione da loro allestita. Questi "databody" lanciano segnali acustici e visivi creano una situazione di contaminazione spaziale, un trace noizer permette di difendere la non riproducibilità in effetto di clonazione dell’azione-intervento generando un ulteriore traiettoria di moltiplicazione ma allo stesso tempo di anominità nel cyberspazio, che viene così delimitato dando luogo ad una sorta di mappa geografica. Gli interventi causano una serie di esplosioni grafiche e di cristalli liquidi e alfanumeriche sul video del pc centrale che viene utilizzato quindi come catalizzatore delle sensazioni esterne contemporaneamente e parallelamente riprodotte in suoni sperimentali e minimali che trovano in Cage un motore di ricerca continuo. Allo stesso tempo quindi KR+CF creando e invertendo le possibilità di fruizione attuano continuamente e simultaneamente un circuito di espansione e implosione digitale, creando un sistema "acentrico, non gerarchico e non significante ..." (Deleuze e Guattari, RIZOMA, 1976, 55-56).

15/01/2002




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