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THOMAS APPEL, COLLAGE IN PROFONDITA’
Francesca De Nicolo'

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Appel partendo da una ricerca di distruzione della forma e di esplosione pittorica contaminata dalla grafica di Image, rivista di fumetto pulp supereroico americano editrice tra l'altro di Wild C.A.T.S, Violator sotto il marchio Star Comics, esplora sistemi per raggiungere quella che egli stesso chiama l'immagine perfetta e ipnotica studiando i rapporti tra pittura, riproduzione fotografica e interazione con lo spazio.

La sua pittura-azione è strumentale per il raggiungimento della fluidità propria della trasmutazione da organico a inorganico e viceversa. Il gesto è veloce, violento, i colori della città, i fumetti, le fotografie pubblicitarie, sono inghiottiti e compressi nella pittura. Egli disarticola i legami con l'ambiente esterno creando un caos nel quale può cambiare continuamente lo stato delle cose, e dove il caso può intervenire nel lavoro e trasformarlo, e invertirlo, non c'è nulla di fisso, tutto è modificabile.

Appel stratifica e occlude la superficie con la pittura. Il movimento e la tensione lo trascinano a manipolare il supporto rapidamente, con movimenti convulsi, discontinui. La pittura spalmata con il pennello e rulli di gommapiuma, ma anche spruzzata con l'aerografo, viene trasformata con gomme elastiche (tagliate a misura) creando degli effetti di plasticità e complessità. Segni e gesti fanno esplodere e ricostruiscono forme, attraverso un processo di espansione, dispersione e sintesi. Progressivamente il gesto diventa meccanico, automatico e sovvertendo i principi iniziali il foglio diventa un tessuto, una stampa fotografica nella quale l’artista non sembra essere intervenuto direttamente.

Strutturando la composizione, egli provoca un effetto di allontanamento e attrazione dello sguardo , usando il colore per aumentare la percezione dei volumi, cercando la vertigine sconvolgente quanto un’avventura fantastica di Strykeforce e un thriller mozzafiato.

Il suo lavoro è generato dallo scambio con il luogo e dalle suggestioni che elabora visitando la Certosa di Pontignano. Egli ama l'idea di poter in un qualche modo invertire i parametri del posto in cui interviene e di creare un ambiente in cui immergersi, egli quindi continuando ad applicare la sua dispersione e attrazione, addizione/sottrazione, elabora e progetta un lavoro relazionato allo spazio.

Appel presenta per Chartusia, Senza titolo,2001,un light box, realizzato esclusivamente per Pontignano, un esperimento di contaminazione tra pittura, plasticità, riproduzione e interazione con l'ambiente. Un lavoro nel quale Appel mette in piedi una sorta di apparato scenografico, per sostenere la sua visione, il light box infatti è uno strumento per sperimentare la possibilità di attrarre la percezione in senso totale. I neon razionalmente posizionati dietro allo schermo pittorico, evidenziano e rivelano dei particolari che con la luce naturale non potrebbero essere visti dando luogo a una gigantesca radiografica proiezione dall’interno dell’opera, un collage in profondità. Lo spettatore è immerso e condotto in una visione che genera un movimento ipnotico in continua trasformazione e che attrae quasi obbligatoriamente e istintivamente lo sguardo contaminato da una moltitudine di strutture metamorfiche apparentemente caotiche ma in realtà organizzate secondo un’armonia strutturata. Una plasticità costruita con il colore e la luce ed inseguita per realizzare un tessuto di volumi ambigui, non definibili.

Appel colloca la cassa luminosa in un corridoio oscurato, passaggio abbandonato e deteriorato dell’ex convento e determina una situazione da sala cinematografica, esaltando e colloquiando con un varco buio nel quale è implicita l’idea del sotterraneo, attratto dalla possibilità di sperimentare la tensione interna dovuta alla casualità di un incontro con qualcosa di inaspettato. Egli così realizza un ambiente in cui lo stato percettivo si altera e dissocia dalla realtà esterna, e verificando un sistema per attrarre la percezione sensoriale crea un non luogo, un luogo sospeso nel quale simultaneamente l'azione è intensa e assoluta.

[in occasione della mostra "cARThusia Pontignano per 8 Artisti,Certosa di Pontignano,22-31 maggio 2001]

10/10/2001


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