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Andrea Mariconti - Rumore bianco
Piera Peri

Bianchi e neri, oggetti quotidiani e giovani figure umane, silenzio e rumore, le Interferenze che si producono dal loro incontro: questi gli elementi portanti della mostra personale del giovane artista milanese Andrea Mariconti, a cura di Francesco Gesti e Antonio Spadaro, visitabile alla Galleria Arturarte di Nepi dal 10 Giugno al 10 Luglio. La visione delle tele, di formato differente, ma tutte lavorate con la stessa sfera cromatica giocata sulle variazioni del bianco e del nero e tutte incentrate sugli stessi soggetti, è accompagnata da un'installazione sonora che spiega anche il titolo della mostra: "Rumore bianco". "Rumore privo di periodicità, avente uguale energia per ogni banda di frequenza di ampiezza costante...il rumore bianco ha quindi ampiezza di banda infinita e potenza infinita...non risulta molto rilassante....è efficace per mascherare altri suoni e in particolari circostanze è indicato per provocare allucinazioni uditive." Un rumore in definitiva fastidioso, disarmonico, ma al quale siamo abituati vivendolo come sottofondo costante delle nostre giornate cittadine. In una galleria d'arte a questo rumore porgiamo altro "ascolto": non passiamo distrattamente su di esso, una galleria d'arte è solitamente priva di rumori artificiali. Inoltre ripetitivamente si interrompe lasciando posto alla mancanza di rumore. Proprio allora, e non prima, ci accorgiamo della sua forte presenza e ci domandiamo come possiamo sopportarlo giornalmente e quanto sia elevato il nostro livello di assuefazione. La quotidianità del "rumore bianco" richiama concettualmente la quotidianità dei soggetti pittorici di Mariconti: sulla vasta parete sinistra della galleria sono esibite sette carte intelaiate di piccola grandezza, ma di rilevante spessore fisico, che, una dopo l'altra, mostrano particolari di una tavola imbandita di cui notiamo l'assenza delle figure che quegli stessi oggetti dovrebbero utilizzare ed hanno approntato. Sulla parete centrale, spazialmente e concettualmente conseguenti alle prime, carte intelaiate dello stesso formato mostrano gli stessi oggetti da mensa colti nel dopo. Modificati nel loro assetto iniziale, accompagnati dall'aggiunta di oggetti personali, come una pipa o una borsetta, hanno subito un cambiamento dettato dal passaggio della presenza umana che, comunque, ancora una volta, visivamente, ma non concettualmente, è esclusa. Viceversa la figura umana è regina di tutte le altre composizioni della mostra. Giovani donne e giovani uomini, fissati in momenti per lo più di stasi, rigorosamente in bianco e nero e su sfondi annullati ancora una volta dalla presenza incombente del bianco. Spazi minimali e atemporali su cui si stagliano queste figure private della metà del volto. Posizionate in modo tale che la zona finale del volto venga tagliata dal limite della tela, è proprio la negazione del volto l'aspetto che colpisce in queste raffigurazioni. Il taglio in questo caso pittorico diviene altrove taglio fisico. Molte composizioni nascono infatti dall'incontro ravvicinato di due superfici differenziate ed accostate. Spesso, una di esse, solitamente la più piccola per dimensioni, è una semplice tela non lavorata o una grezza tavola di legno che accompagna, senza stridere, l'eleganza e l'armonia della tela dipinta. Vi è un'attenzione particolare all'uso dei materiali e al loro potenziale cromatico nella ricerca estetica di Mariconti: la cenere, unico elemento colorato, ricorre in tutte le composizione ed è paradossalmente utilizzata più per la sua matericità, più come "corpo che colorazione di un corpo". Il bianco grazie al differente uso di pennello o spatola, di tela di lino, cotone o carte, insieme alle pellicole semitrasparenti di carta di riso imbevute di olio ad esso sovrapposte, conquista diverse gradazioni di straordinaria vitalità. Non è facile incanalare in uno stile il modus operandi di questo giovane ma già solido e maturo artista: uno stile che usa la quotidianità come soggetto privilegiato della ricerca estetica, quotidianità descritta in modo intimo ma coinvolgente, grazie soprattutto alla messa in atto di una pittura veloce, non perfettamente definita. Una pittura che, vista la giovane età di Mariconti, tenderà a trovare molteplici esplicazioni ed evoluzioni. Una pittura che merita attenzione nella sua attualità e che sicuramente ne meriterà nel suo futuro svolgimento.

Galleria Arturarte
via Cassia km 36,300 zona industriale Settevene, Nepi (VT)
Tel 0761 527955 fax 0761 527971
arturarte@tiscali.it www.arturarte.com,
Apertura: lunedi-venerdi 9-18.00, Sabato e domenica su appuntament

25/06/2004




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