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"Conflitti in corso" 98 immagini di Rossella Canuti. "L'uomo vive di empietà" (B. Brecht)
Ilaria Pagani

Un universo di immagini di dolore: sui giornali scorrono le foto di guerre e carestie, ma sono in bianco e nero e lo sguardo scivola via veloce. Seduti a cena, la televisione rimanda le stesse guerre, le stesse carestie, ma ora sono diventate immagini troppo forti e troppo crude. Rifiutare il cibo nel piatto per il disgusto o semplicemente lasciare che quello che ci viene mostrato si adagi sul fondo della coscienza, senza disturbare… Oppure cambiare canale. La scelta etica, quello che è ritenuto accettabile e quello che non lo è, viene rimandata. La scelta etica è scomoda. Da questo buco nero si torna indietro soltanto se si guarda un evento, anche lontano nel tempo e nello spazio, come se accadesse qui ed ora. Queste 98 immagini sono frammenti visivi che Rossella Canuti strappa al continuo fluire delle tragedie che ci lasciano indifferenti. Sono le icone dei nostri giorni: la bandiera americana, il Papa, il viso di un bambino, l'elicottero di Nassirya, la Cecenia, Bush, la triste soldatessa-aguzzina-sorridente del carcere di Abu Ghraib, i bambini soldato del Congo e le cataste di ossa, miseri resti della guerra in Ruanda. Ma non si tratta soltanto di una denuncia ideologica e nemmeno solo di scelta etica. In queste immagini c'è qualcosa che va oltre, si lascia alle spalle la presa diretta sul reale, per entrare nel mondo della coscienza, delle idee dove si forma l'arte. Le idee così si rivestono di nuove forme: le immagini fotografiche di partenza vengono elaborate in digitale e montate poi su supporti (cm 9, 2 x 9,2) di forma quadrata, piccole miniature dell'empietà umana. L'immagine di partenza viene mossa, moltiplicata, saturata di colore, o al contrario, il colore viene completamente sottratto, fino a creare opere completamente diverse dagli originali, simboliste, espressioniste, astratte, tutte di grande impatto emotivo. L'io razionale dell'artista interviene a commentare, ma in un certo senso ha bisogno di prendere la giusta distanza da tanto dolore: sceglie di esprimersi con uno strumento che permetta di riflettere su ciò che si sta guardando, le parole tratte da "Alzaia" di Erri de Luca; il testo continuamente interseca la visione delle immagini, come un sussurrato sottofondo con la sua amara riflessione sulla guerra, assurda lotta per il potere che anima l'umanità. E' questo appunto il senso ultimo dell'immagine della giovane soldatessa in posa, sorridente… e quel sorriso diventa incubo nel colore vivo che prende dentro la nostra coscienza.

"Conflitti in corso" di Rossella Canuti

A cura di: Elena Paloscia.

Libreria Odradek-Via dei Banchi Vecchi 57-roma.

29gennaio-4 febbraio 2005.

08/02/2005





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