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Un giro ad Artefiera - Bologna 2008
Paola Donato

Dal 24 al 28 gennaio, anche quest’anno si è tenuta Artefiera, la fiera dell’arte contemporanea di Bologna.

Duecentonove gallerie italiane e straniere per questa trentaduesima edizione diretta da Silvia Evangelisti. Di queste, ventisei sono le giovani proposte. Gallerie nate da non più di cinque anni che hanno avuto la possibilità di presentare le tendenze emergenti. Da Roma: Monitor (già presente gli scorsi anni), Exrtaspazio e C.a.o.s.. Quest’ultima con un bel lavoro di Masuda Hiromi.

Accanto alla Fiera si sono snodati tutta una serie di eventi collaterali che hanno trascinato Bologna in una cinque giorni di intensa attività culturale.

Dopo una giornata di golosa indigestione ecco cosa ci ha colpito e ciò che secondo noi è emerso nei quattro padiglioni.

Nel padiglione 16, evidentemente il più tradizionale, anche quest’anno si distingue per la proposta ancora una volta coerente, la Galleria Anna d’Ascanio di Roma con una parete interamente dedicata a Schifano, due bei Rotella, oltre a Turcato, ai magnifici Mannucci e allo splendido De Pisis. Cinque freschissimi Pontrelli con i loro pezzi di design scelti accuratamente da questo raffinato ed originale artista, donano un respiro di novità allo stand. Poco distante, la James Cohan Gallery di New York espone le delicate opere dell’interessantissimo Manfredi Beninati, che attraverso un raffinato disegno crea quasi un'aura magica con un effetto da immagine oleografica.

Nel padiglione 18 (ci troviamo al piano superiore) rimaniamo in un ambito tradizionale ma con maggior respiro internazionale. Qui ci siamo soffermati nello stand della Galleria Forni di Bologna dove le immagini fotografiche dei fiori di Vittorio Gui si accordano con i manieristici fiori di marmo ottenuti con fine tecnica da Gigi Guadagnucci (€ 95.000,00). Molti restano fermi, perplessi davanti alla esatta e troppo perfetta copia del reale proposta da Luciano Ventrone. La Bernhard Knaus di Francoforte espone due interessanti fotografie di Ralf Peters (€ 6.500,00) in cui il paesaggio fotografato occupa rispettivamente il 40 e i 20% dell’intera opera, cosicché il restante 60-80% riempie la scena con un intenso bianco latte opaco.

Nel padiglione 21 ci si può, come ogni anno, soffermare sullo stand di De Crescenzo e Viesti di Roma per domandarsi ancora una volta quale strano criterio abbia portato nel padiglione contemporaneo questa galleria che presenta prevalentemente opere di artisti storici. Ma proseguiamo e ci soffermiamo invece sulle due grandi e provocatorie fotografie di Basilè che Pack ha rapidamente venduto a € 15.000,00.

Il padiglione 22 ci appare nettamente più interessante, con le dovute eccezioni. La Galerie Vernon di Praga in collaborazione con Rosa Anna Musumeci propone un progetto complesso nel quale tra i giovani artisti emergono le opere di Lukas Machlicky e della catanese Claudia Gambadoro nelle quali il video è proposto come soluzione tecnica per un opera dinamica.

“Madre” di Paolo Grassino attrae inevitabilmente lo sguardo di chi passa davanti alla galleria V.M. 21 di Roma. Quest’opera, simulando con cera, polistirolo e legno le sembianze di un gigantesco organo interno gonfio di sangue e capillari, se per un verso sembra riproporre modalità e tipologie proprie di un'arte pop italiana anni ’60, per l’altro evidenzia un aspetto pulp e biofantascientifico propriamente contemporaneo.

Poetiche nel tratto e nei volti rappresentati sono le opere di Yumi Karasumaru, proposte dalla galleria Mizuma di Tokyo, ancora a portata di portafoglio (le grandi sono vendute a € 7.200,00).

Per concludere questa lunga, eppur breve, carrellata di opere e gallerie, abbiamo conservato le splendide sculture del giovane artista italiano Peter Senoner (Bolzano 1970) presso lo stand della galleria Goethe di Bolzano. Con la proposta di queste figure perfette ed androgine che esplodono dolcemente in particolari fantascientifici, può essere scambiato per un artista cinese. Questi uomini bambini ci osservano con occhi dall’aspetto reale sotto una corazza di bianco e lucido lattiginoso bronzo che sembra essere fragile ceramica. I suoi disegni hanno assolutamente la stessa capacità ipnotica delle sculture. “Lem” tirato in quattro esemplari ha un costo di € 54.000,00.

30/01/2008

Veduta dello stand della Galleria Anna d’Ascanio
Veduta dello stand della Galleria Anna d’Ascanio Peter Senoner, “Lem”, 2001-2006, particolare, fusione di bronzo verniciato a fuoco, vetro di criolite, cm 200X50X45
Peter Senoner, “Lem”, 2001-2006, particolare, fusione di bronzo verniciato a fuoco, vetro di criolite, cm 200X50X45

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