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L’intento dell’artista di fronte alla conservazione dell’opera contemporanea.
Federica Rigillo

Giornata internazionale di studi a cura di Achille Bonito Oliva

Auditorium – Parco della Musica Roma

10 gennaio 2009

In occasione della conclusione della mostra "I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie", curata da Achille Bonito Oliva, presso l’Auditorium – Parco della Musica, si è svolta una giornata studi internazionale dedicata alla complessa tematica del restauro dell’opera d’arte contemporanea, dal titolo: l’intento dell’artista di fronte alla conservazione dell’opera contemporanea.

Sono intervenuti all’evento la soprintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Maria Vittoria Marini Clarelli, in qualità di moderatore del dibattito tra il curatore Achille Bonito Oliva, il saggista e docente Arturo Schwarz, gli artisti Massimo Bartolini e Nico Vascellari, la gallerista Claudia Gianferrari e l’imprenditore-collezionista Ovidio Jacorossi. Proprio quest’ultimo è stato il motore sia dell’esposizione che della conferenza. Nel 1992 un deposito che conteneva più di settanta opere d’arte, fu danneggiato dall’incendio avvenuto nell’attigua falegnameria nel quartiere di San Lorenzo in Roma. I lavori di Mario Schifano, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis e Giulio Aristide Sartorio vennero attaccati e danneggiati dalle fiamme. Il collezionista interpellò alcuni di questi artisti che, però, rifiutarono di restaurare le loro opere, in particolare, Schifano, secondo una logica spudoratamente duchampiana, fu entusiasta dell’apporto che il fuoco/caso conferì alle sue opere, migliorandole.

Le domande scaturite durante il vivace dibattito sono quelle che l’arte contemporanea pone da sempre: il suo essere proiettata verso il futuro, parlandoci del presente, sembra renderla immune dai problemi della conservazione che, in realtà, la riguardano dal momento in cui l’arte contemporanea ha rinunciato ai mezzi della tradizione e ha optato per i materiali del suo tempo, deperibili, acrilici, ecc., che hanno una durata breve.

Cosa fare quando un’opera d’arte contemporanea si deteriora?

Gli artisti rispondono con il rifiuto del restauro in prima persona, perché si trovano nell’impossibilità di rifare un’opera del passato, in quanto, il loro progetto è evoluto nel tempo e non riescono a riconoscersi in quello trascorso. Mentre l’artista è interessato all’attualità, il conservatore, il direttore di museo e il collezionista privato tendono, invece, al mantenimento e all’integrità dell’opera.

La questione si apre a molteplici interpretazioni, l’unico punto di condivisione è rappresentato dall’artista che, quando possibile, deve essere interpellato nel momento del restauro. Bartolini e Vascellari ribadiscono, sensatamente, che è l’opera stessa che richiede o meno il restauro, perché alcune opere sono nate con la “data di scadenza”, dovuta ai materiali, alle condizioni di conservazione, agli incidenti, come in questo caso; altre opere, invece, si prestano al restauro eseguito dal restauratore, precedentemente coadiuvato dall’artista e dal conservatore.

Certo è che i parametri dell’arte contemporanea sono molto più elastici e vari rispetto ai criteri di restauro dell’arte antica, nonostante ciò, servirebbero delle linee guida istituzionali per cercare di conferire una sorta di regolamentazione del restauro dell’opera d’arte dei nostri giorni. Gli artisti, inoltre, potrebbero unire alle loro opere delle schede tecniche con le indicazioni necessarie ai fini di un futuro restauro, segnalando i materiali e le parti sostituibili, senza così modificare in alcun modo l’intenzione originaria dell’artista.

L’argomento suggerito durante questa giornata studio è stato un momento di indagine e di interrogazione su una tematica ancora da indagare nei suoi vari aspetti e che coinvolge le molteplici professionalità dell’arte, a partire da quella dell’artista che, innanzitutto, cercherà di mantenere nell’opera d’arte il suo carattere reattivo nei confronti del pubblico del presente e, possibilmente, di quello del futuro.

13/01/2009

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L'opera di Mario Schifano danneggiata dal fuoco

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