Clown


Welcome, Videoinstallazione 20''
centro culture contemporanee, Catania , 2003

 

Vistose corone di fiori di plastica spiccano tra i capelli di un surreale Salvatore, pose languide e ammiccanti si sostituiscono a quelle sofferenti ed estatiche dei santi mentre Paolina Borghese assume le delicate sembianze dell’artista. Paolo Angelosanto è protagonista indiscusso delle sue opere, scompone e ricompone il proprio volto all’ossessiva scoperta dei suoi lati buoni o cattivi, mentre il corpo si piega ad impersonare con ironia e leggerezza, nell’instancabile gioco dei travestimenti, tutti i personaggi che suggestionano la mente dell’artista. Nelle opere di Angelosanto, l’apparente semplicità della visione contrasta con il valore simbolico delle opere, ricche di suggestioni delle letture d’infanzia, delle frasi sentite sui banchi di scuola, delle “foto ricordo” tutte mentali scattate dall’artista negli anni della sua fanciullezza. Ma se l’ampia serie degli Autoritratti (realizzati alla fine degli anni ’90) è caratterizzata da una forte componente autoreferenziale, che ritroviamo anche nel primo lavoro video Mirror e nella performance Anna dai capelli rossi, negli ultimi anni la poetica di Paolo Angelosanto si apre all’esterno, coinvolgendo il pubblico in una serie di azioni dal sapore ludico e divertito. In Welcome, performance svolta a Venezia nel 2001 come evento autonomo e parallelo alla Biennale, l’artista vestito da marinaretto si metteva a disposizione degli avventori, offrendo coloratissime e profumate nuvole di zucchero filato. Una miscela di odori e sapori che si ritrova anche in 3mq di prato, dove una vera e propria distesa di prato fa da entr’acte ai lavori fotografici e alla videoinstallazione tratta dallo stesso Welcome, in cui Angelosanto dà il suo ammiccante benvenuto sdraiato sul verde dell’erba mentre assapora la dolce matassa zuccherina.

Quella di Angelosanto è una poetica dal tocco leggero e discreto, dove il protagonismo, seppure fortemente presente, è ben lontano dall’essere elemento spiazzante ed invasivo. Esso rimane sottile texture nelle maglie dell’autobiografismo, che svela le pieghe dell’io ed offre a chiunque possa condividerlo il proprio, intimo sentire. L’ultimo lavoro dell’artista consiste infatti in un progetto, Interno 12, in cui Angelosanto apre la propria casa al lavoro di altri, trasformandola in una galleria sui generis: ogni mese un artista per ben dodici mesi, una performance all’insegna del dialogo e dello scambio tra diverse forme di espressività e ricerca.

Paola Capata
Roma, gennaio 2003
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Cenni biografici
Paolo Angelosanto nasce a San Denis nel 1973, vive e lavora a Roma e Venezia. Studia all’Accademia di Belle Arti di Frosinone e Roma, dove si diploma nel 94.Opera d’arte come diario di percorso, negli anni sempre nuovo e diverso. Partire dal proprio corpo per arrivare a comprendere se stesso e gli altri, usare la performance come energia accumulata e vissuta,

Fin dai suoi primi esordi l’artista affronta in modo diretto, interrogativi, che emergono da una riflessione sull’identità, la molteplicità, il corpo e la sessualità. Egli fa rivivere di nuovi significati le icone culturali o fiabesche del passato.La sua produzione artistica si costituisce attrverso l’utilizzo di diversi linguaggi e i suoi lavori sono realizzati con ampia libertà di mezzi espressivi: partendo dal disegno alla scultura, alla pittura, al video alla fotografiache che si miscela di volta in volta per dare forma alle sue opere-installazioni che diventano interattive con l’ausilio del pubblico. Lavora tendenzialmente su progetti a alla sperimentazione dei vari linguaggi, anche extraartistici. 

Nel 1999 il comune di Venezia gli assegna uno studio d’artista presso Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua la Masa Venezia. Menzione speciale sezione Arti Visive - Roma, Bennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo 2003, Biennale di Atene. 2003 Residenza università UNIDEE Cittadellarte, Fondazione Michelangelo Pistoletto, Biella-Torino. 2003 Finalista Italiano per il Premio UNIONE LATINA, Selezionato da: Maria Paola Maino, Cristiana Perrella e Mauro Nicoletti.

Mostre Personali
2004 - “AlterEgo” Galleria Belle Arti, della metropolitana di Santiago, Cile.
2003/04 -“INT 12” L’artista invita un’artista, Roma, casa privata- gennaio/ 2003 aprile2004.
“WELCOME” presentato da Arturo Duclos, Galleria ANIMAL, Santiago del Cile. 
“WELCOME” videoinstallazione, Z0’ CentroCultureContemporanee Catania.
“3mq. di prato” Galleria Arte Contemporanea Catania. 

Performances 
2001 - “WELCOME” a cura della Galleria Nuova Icona, nell’ambito 49° Biennale di Venezia, 6,7,8 giugno, giardini della Biennale, a cura di Vittorio Urbani. 
“Venezia Souvenir, Galleria Gabriela Mistral, Ministero degli Affari Esteri, Santiago del Cile, patrocinio Ambasciata d’Italia, (Catalogo). A cura di Antonio Arévalo.
1999 - “SOUVENIR”, Palazzo Carminati, un evento a cura della CAT Fondazione e Bevilacqua La Masa VE. 
“MANI DI FATA”, Ex Convento Santa Maria, Gonzaga, Mantova a cura di Aldo Grazzi e Luca Massimo Barbero. 
“MANI DI FATA”, Palazzo Ducale,Pavullo Modena a cura di Claudia Zanfi.
1998 - “ANNA DAI CAPELLI ROSSI, RipArte, Hotel Sheraton, Roma, a cura di Paola Magni.

Mostre Colletive
2004 - ”Per Amore” il collezionismo d’arte contemporanea in Sicilia, a cura di Salvatore Lacagnina e Paola Nicita, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Siracusa-Sicilia, 
2003 - “Q3 Garage” Centro Culturale Candiani, Mestre Venezia a cura di Paola Capata. 
“Biennale Adriatica di Arti Nuove 0/2003, Palazzina Azzurra San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). 
“PERSPECTIVE” VideogalleriaALEPH,RM. AREA PA. A cura di Paola Capata e Maria Cristina Bastante.
2002 -“QUOTIDIANA” Museo del Santo, Padova. Catalogo e mostra a cura del Gai- Padova, Stefania Schiavon e Guido Bartorelli.

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