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Gemona, wall drawing, 2000 |
Calderino, wall drawing, 2001 |
Metro Roma, 1998 |
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Gianluca Cresciani isola porzioni di spazio, molto spesso pubblico, e le “abita” con i suoi lavori attuando un de-placement; quello spazio è luogo ri-definito, a un tempo la stessa cosa ed un’altra. L’operazione, definita dall’autore “riciclaggio espressivo”, viene indistintamente condotta su oggetti, linguaggio e spazio che, riciclati perché ormai privi del ruolo primigenio che ne costituiva a tutti gli effetti il senso, il valore, o deviati verso altre mete di significazione, fanno slittare la ricerca su un livello concettuale. La programmatica distrazione comporta infatti una necessaria riflessione dei valori di “uso” e di “senso” comunemente acquisiti. Vania Granata Gianluca Cresciani vive e lavora a Roma.
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