Profilo di Paola Paloscia

La radice della produzione artistica più recente di Pax Paloscia, nata a Roma, ma che ha vissuto alcuni anni a Milano, collaborando con le più note case editrici ed agenzie di pubblicità, risiede in una personale trascrizione della bellezza dell'esistente attraverso le tecniche più disparate. Dall'apparente casualità delle "serie" fotografiche, che fissano e "sezionano" i momenti del quotidiano, privilegiandone gli aspetti meno evidenti ; alle immagini pittoriche che nascono da uno stretto rapporto con la ricerca fotografica, ma che nel passaggio alla manualità della pittura, all'espressività dei colori e della gestualità del tratto, all'evocazione del graffitismo, acquistano una dimensione ulteriore di analisi formale.

Nel fissare un'immagine fugace, provvisoria, o apparentemente senza importanza, le opere di Pax riescono a dilatare magicamente il tempo, prolungando la durata dell'attimo, facendo confluire l'episodio nell'universale, in una dimensione comune a tutti. Nei suoi quadri e nelle fotografie percepiamo un "cambiamento" dello sguardo, o meglio un "incantamento" dello sguardo che si perde e si lascia irretire, "posandosi" su tutto ciò che ci circonda, capace così di sostituire al tempo "lineare" e affannoso della vita, un tempo interiore, individuale, che si espande e si prolunga perchè segue le nostre inclinazioni, fluendo secondo un ritmo emozionale e non razionale.

Ecco che allora ogni immagine, può divenire un gioco di geometrie di colori, che ne smascherano la bellezza e la poesia, può prolungare la durata di un gesto, di un'emozione, sospendendoli nel tempo e offrendoci la possibilità di coglierne tutte le sfumature e l' intensità, può permettersi anche di giocare con immagini create da altri, vecchie fotografie, fotogrammi del cinema, personaggi dello spettacolo, fino al mondo ironico del fumetto, perché ovunque si posi lo sguardo c'è la possibilità di cogliere più di ciò che apparentemente ci è dato di vedere....basta fermarsi a guardare, lasciandosi andare in questo incantamento. 

Laura Lombardi

 

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