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UNA SCULTURA DI SENSI In mostra a Roma l'opera di Manzł fra impegno sociale e spirito religioso
di Elena Paloscia

Dove: Museo Nazionale di Palazzo Venezia
Quando: 25/11/2002 - 28/03/2003
Info: via del Plebiscito 118

nativitą

A distanza di undici anni dalla morte del maestro si č inaugurata a Roma, nelle sale di Palazzo Venezia , un'importante mostra antologica dedicata a Giacomo Manzł.

La mostra, curata dal professor Claudio Strinati in collaborazione con la dottoressa Livia Velani, curatore del Museo Manzł di Ardea, resterą aperta fino al 2 marzo 2003. L'esposizione ripercorre le tappe fondamentali dell'attivitą artistica di Giacomo Manzł, attivo a partire dalla fine degli anni venti, e si propone come un'occasione per penetrare a fondo nell'universo emotivo e sensibile creato dall'artista.

La selezione di opere propone e ripercorre, attraverso i temi da sempre cari all'artista, la sua ricerca incessante orientata alla sperimentazione di materiali nuovi.

Ritratti e busti d'ispirazione quattrocentesca, le famose sculture dei cardinali, testine incise sul vetro, monumentali sculture in ebano ed in bronzo e piccole sculture in cera, presentano un artista che ha saputo cogliere attraverso la partecipazione verso la fine degli anni Trenta al gruppo Corrente di Milano, insieme a Birolli, Sassu, Migneco e Guttuso, i fermenti artistici e culturali del proprio tempo.

Era inoltre aggiornato, anche grazie, grazie ai suoi viaggi in Italia e all'estero anche rispetto a quelle che, al principio del secolo, erano state le esperienze pił significative nel campo della scultura. Da qui l'interesse dichiarato per le esperienze 'impressioniste' di Medardo Rosso nell'uso del materiale o, per ciņ che concerne la forma, per i lavori di Aristide Maillol.

Nelle sue opere rivivono echi della scultura del Quattrocento italiano, che si rivela nella semplificazione della forma pur non cedendo alla tentazione dell'arcaismo; al tempo stesso, si sottrae al dibattito sulla necessitą di un'arte astratta sorto alla fine degli anni Quaranta .

Sensibile in particolare al tema dell'arte sacra, di cui si ebbe una rinascita proprio nella Milano degli anni Trenta, Manzł progetta e realizza nel corso della sua esistenza artistica numerose opere di carattere sacro: le prime formelle in bronzo con le crocifissioni appartengono agli anni 1939-1941, mentre, a partire dalla fine degli anni Quaranta, riceve l'incarico per la Porta di S. Pietro. Donatello e Ghiberti sono i suoi principali referenti e dal suo lavoro si evince il desiderio di far in modo che il suo messaggio, l'impegno morale della sua opera, possa essere universalmente compreso. Questo atteggiamento, tuttavia, non sempre genera reazioni positive, in particolare quando nelle composizioni religiose delle formelle con la Crocifissione Manzł inserisce deliberatamente accenti polemici e riferimenti alla guerra. Questa sua severa condanna, che emerge dal paragonare i persecutori di Cristo ai soldati nazisti e la contaminazione con la tragedia contemporanea della guerra, suscitano anche critiche e polemiche che consacrano definitivamente Manzł come uno degli artisti contemporanei pił significativi del XXI secolo.

'Gli inni alla vita'

La scelta di ritirarsi in campagna, ad Ardea, nel 1964 per godere di orizzonti pił ampi, non limitati, coincide con l'inizio di una nuova vita legata ad accadimenti personali, quali la nascita dei suoi figli Giulia e Mileto, ritratti all'interno di una carrozza stilizzata che, nelle intenzioni dell'artista evoca un trono, sede ideale per coloro che definisce 'inni alla vita'. Sono gli anni in cui lavora maggiormente in scala quasi monumentale e realizza grandi opere come Gli amanti e Streaptease «trascorreva le giornate nel suo studio fonderia, 'l'officina di Vulcano'» come la definisce la moglie Inge, «nell'angolo pił nascosto del Campo del fico, ora collina Manzł».

Il tema della guerra e dell'amore, Eros e Thanatos, č il filo rosso dell'esposizione come dell'esperienza di vita ed artistica di Manzł: lo affronta nelle sue opere fino a giungere ad una sorta di astrazione nella formella in bronzo con la Morte della Vergine, per poi tornare, attraverso la ricerca formale, alla piana classicitą delle grandi sculture come La madre con il bambino realizzata in ebano nel 1968.

La sua ricerca procede anche attraverso l'illustrazione di opere letterarie , in particolare raccolte di poesie di Ungaretti e di Quasimodo.

La qualitą di artigiano, rivendicata sempre dallo stesso artista, costituisce, tuttavia, la principale ragione per cui le opere di Manzł generano una singolare intimitą con il suo pubblico. Un desiderio di totale compenetrazione con l'opera, mentale e materiale, lo induce a dedicarsi anche alla sperimentazione di tecniche antiche, come la doratura al mercurio di epoca romana, o alle lavorazioni orafe, alcune delle quali sono presenti in mostra. Queste, riservate principalmente alla moglie, propongono soggetti principalmente naturalistici o medaglie con soggetti religiosi. Da segnalare anche le opere in bronzo di dimensioni pił piccole come, Gli amanti, e quelle particolari nature morte, come il Cesto di frutta in bronzo dorato ispirato ai dipinti del Caravaggio , o 'Il divertimento' ovvero il tavolo in bronzo brunito con il frugale pasto dell'operaio. Si potranno, infine, vedere anche dipinti su vetro, una lampada in vetro inciso e ceramiche bianche come il Putto con l'oca, o policrome, come il Cesto di frutta e verdura, monumentale natura morta da cui spunta un enorme asparago.

30/11/2002

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