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Chiara
di Francesca De Nicolò

Dove: Il Mascherino
Quando: 12/01/2002 - 23/02/2002
Info: Chiara a cura di Barbara Martuscello Via del Mascherino 14 Mart-Ven 16;00/20;00

Non a caso Chiara ha partecipato ad Interazioni al Palazzo Florio ad Udine, ed è stata presentata dalla galleria il mascherino nel 1999, galleria che lavora con artisti legati profondamente all’esperienza del digitale, dei nuovi media, nuovi linguaggi. La sua ricerca parte infatti proprio dall’idea concettualmente legata all’interazione, con il digitale, con il computer, che utilizza per riprodurre graficamente i suoi pacchetti e la carta, la plastica, con i quali interagisce producendo dei giocattoli figli del consumismo e non. La sua operazione è legata all’esperienza pop, di dissacrante reazione e di inserimento creativo nel commercio e nella produzione di massa. Le immagini nelle quali è fotografata in grandezza poster da “cameretta” o da pubblicità retrò, con il sorriso ammiccante di un infermiera uscita da un cartone manga quanto dall’immaginario di Hanna & Barbera, propongono anche un’interessante riflessione sull’immagine e sulla costruzione apparenza.

L’apparenza legata anche alla sua rappresentazione, mediata dalla scelta di camuffarsi, di distorcere la sua sembianza reale, un passaggio quello della fotografia nel quale la stessa Chiara si automanipola. L’apparenza, d’altro canto, è parte dell’analisi dei meccanismi comunicativi della pubblicità e successiva commercializzazione del prodotto e allo studio accattivante e sottilmente psicologico e caustico fatto sul consumatore. Pacchetti, scatole con accessori simili e contemporaneamente dissimili agli stessi che negli anni ’70 e ’80 erano l’oggetto di desiderio privilegiato per le bambine, relegate sempre nel loro ruolo di confetti metropolitani. E così le collane, i braccialetti, le parure occhieggiano da questi set confezionati e proposti come oggetti divertenti ma anche interroganti, fuori e dentro la moda ed il costume contemporaneo. Il suo è anche lo studio di quello che potrebbe essere e non essere il linguaggio dell’arte che viene a mischiarsi e a confondersi con il mondo dei media, proponendo una congiunzione che permette di inserirsi nel consumo ma allo stesso tempo lo emula in modo dissociante.

20/02/2002

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