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Ferdinando Scianna
Francesca De Nicolò

Dove: Associazione Culturale Valentina Moncada
Quando: 22/05/2003 - 20/06/2003
Info: via Margutta 54

Ferdinando Scianna è da Valentina Moncada, nell'ambito di Fotografia, Festival Internazionale di Roma alla sua seconda edizione. Una seriedi scatti, 24 che intendono essere come già da anni quest'audace fotografo testimonia un percorso- un rituale di conoscenza della sua Sicilia.

Egli afferma infatti di cercare la Sicilia e il significato dell'essere siciliano in questo suo continuo viaggio di selezione. Già tutto questo era inequivocabilmente presente in Feste Religiose in Sicilia, pubblicato nel 1965, testo di immagini con un introduzione di Leonardo Sciascia , delle quali tra l'altro alcune esposte in mostra.Questa Sicilia che Scianna non finisce mai di capire, e che ossessionato, guarda nelle sue viscere è quindi l'oggetto continuo della sua ricerca esistenziale. 'Una festa religiosa in Sicilia è tutt'altro che una festa religiosa. E' innanzi tutto un espolsione esistenziale' scrive Sciascia e allo stesso modo quindi Scianna parla e fotografa nel viaggio stavolta al centro si della notte ma siciliana appunto. Le processioni che vediamo sono selezionate, nel loro essere blasfeme. Tensioni esistenziali, di una lotta tra morte e vita che sgorga dai tappi delle passate, come dalle macchine scassate. I luoghi figli del progresso, del sesso proibito con le francesi, come ci racconta Scianna stavolta a voce in quelli di Bagheria,( proiettato il 22 maggio scorso ai Mercati di Traiano) , in questa cornice, evocativa, che lo metteva in soggezzione, 'ma oramai siamo in ballo e balliamo!'.

Ma tornando in galleria, da questi scatti talvota onirici ,occhieggia il diavolo, la madonna, la bambina travestita da santa che passeggia per le vie mano nella mono con mamma e papà, uscita più da un horror che da una processione, il mascherato della festa di San Fratello con il pugno alzato in una cerimonia che decostruisce l'immaginario 'non religioso' , in un continuo botta e risposta tra carne e anima.

Anche il progetto Quelli di Bagheria è presente in mostra con alcuni scatti per poi essere anche un film, un'attenta ricostruzione di questo paese e dei suoi abitanti, che Scianna dice di ricordare tutti. Bagheria dove la madre per la paura si era fatta tirare da un cagnolino ' il latte spaventato ' a causa di una bomba esplosa davanti casa, e ritorna quell'evocazione girata nei Cento Passi del giovane Giordana.

Una Sicilia, dove i limoni si lasciano a patire per dare loro la risvegliata e così la natura viene viziata per poi avere una seconda produzione. E ancora Capo Zafferano, la corsa dei cavalli, il 2 novembre, la poesia di Ignazio Buttitta,' il più grande poeta della Sicilia' , anche lui di Bagheria, il liceo che mischiava i maschi con le femmine, aprendo nuovi mondi. I volti delle giovani intellettuali del paese, vogliose di andare ma che poi rimanevano, gli incontri con Guttuso, da giovane come dicevano le donne bellissimo, Brésson che frequentava la Sicilia anche lui affascinato da questa terra e con il quale Scianna trova un interlocuzione, fotografato tra i fichi d'india con la sua camera old fashion.

Una Sicilia protagonista totale in una chiara evocazione poetica, nostalgica ma insieme dura violenta, enigmatica, reale, e 'chi muore è conto suo'.

25/05/2003

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