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Roland Barthes, intermezzi
Fabrizio Zanella

Dove: Museo Nazionale di Palazzo di Venezia
Quando: 11/03/2004 - 09/05/2004
Info: Via del plebiscito 118, or.10.00-19.00. Chiuso il lunedì, Ingresso gratuito.

Si è tenuta dall'11 marzo al 9 maggio 2004 a Palazzo di Venezia una piccola mostra su l'opera grafica di Roland Barthes.

Se è nota la produzione scritta di Barthes semiologo e linguista, lo è meno quella grafica, di cui il curatore Achille Bonito Oliva a selezionato una trentina di fogli dipinti di piccole dimensioni. Delle numerose carte che compongono il catalogo dell'opera grafica di Barthes, alcune appartengono a collezioni italiane, ciò a reso possibile questa mostra, a testimoniare il legame tra Barthes stesso e l' Italia.

L'opera grafica in realtà di Barthes, molto più cospicua di quella espopsta al Palazzo di Venezia, presenta carte dipinte dagli anni '70 in poi, da quando di ritorno dal viaggio in Giappone l'attività si fece più intensa, quasi ispirandosi alla scrittura orientale. La mostra si snoda in quattro sale, due dedicate ai suoi disegni, una alle foto e alla biografia e una denominata "camera stereofonica" dove si ascolta in sottofondo la voce di Barthes e sono proiettate frasi dai suoi testi.

Barthes, secondo Bonito Oliva, nelle sue carte, fa riferimento all'automatismo, come espressione dell'inconscio, e ai pittori Masson e Pollock, e proprio su Masson è uno dei suoi saggi [semiografia di Andrè Masson], scritti dopo i viaggi in Giappone.

Il titolo stesso della mostra 'intermezzi', si riferisce al termine che Barthes ha scelto per definire il metodo di lavoro frammentario. Lavorare per frammenti è, infatti, una è dimensione creativa che secondo il semiologo era già stata praticata da Schumann proprio con l' intermezzo.

Non si tratta quindi di una esposizione su di un pittore professionista, piuttosto, Barthes nelle carte dipinte e nei suoi segni, ritrova, verifica e sperimenta la sua teoria del linguaggio.

21/04/2004

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