Home > Magazine > Recensioni > articoli

Pandemonio Transpittorico
Francesca De Nicolò

Dove: Ponte Contemporanea
Quando: 23/09/2003 - 20/10/2003
Info: Via Montoro 10 00186 Roma da martedi al sabato orario 12;00-19;00 dal 23 settembre sino al 20 ottobre.

Il Pandemonio di Paolo Consorti è dal Ponte, a cura di Gianluca Marziani. Questo il soggetto del suo nuovo lavoro presentato il 23 settembre scorso: un caos apocalittico alterato e alterante, così tra l'altro J. Milton chiamò la capitale del Inferno, Pandemonium per l'appunto. Ancora un' altra immagine della memoria collettiva, una citazione del passato letterario che diventa luogo/non luogo di ulteriori artifizi e innesti, tra il fantastico e l' apocalisse.

Nel Pandemonio qui dipinto/fotografato si muovono giustamente, quindi, esseri che , in tute rigorosamente monocromatiche, scappano, si agitano, ammiccano visionari , oppure nudi strillano e si mischiano simili a Baccanti, in uno pseudo bosco in un continuo pulsare orgiastico. Sono quindi grottescamente messi in fuga, spaventati, ingabbiati, probabili ignavi; sgusciano come blatte impazzite ma al tempo stesso sono distanti asettici, immobili, vuoti. Il tutto è costruito con l'arguto aiuto della tecnologia e della pittura in prima battuta e non solo. Consorti è infatti pittore, e in questa chiave lavora anche allo scenario, costruisce l'ambiente nel quale inserire i suoi personaggi, miscela e mischia vari linguaggi e medium, per raggiungere quel processo nel quale “ il pittore è coinvolto nell'opera, dalla scelta dei modelli alla realizzazione dei costumi” . Interviene pittoricamente anche sul set delle sue scene, un set quasi cinematografico, sul quale e nel quale interagisce, passando dalla fotografia alla manipolazione attraverso il computer, poi ancora alla pittura, intervenendo sul prodotto finale.

Inoltre, continua, in Pandemonio, lo studio delle proporzioni, degli ingrandimenti, dei primi piani e lunghi piani. Gli oggetti e i viventi sono montati e assemblati applicando un attraversamento dei piani percettivi, le gabbie in legno sono modelli in scala magari minuscoli, del tutto simili ai giocattoli; mentre le signore che ammiccano sinuose no, ; e nel Pandemonium acquistano dunque la stessa misura , e qui sta il divertimento.

E ancora nell'ultima scena i protagonisti dello scatto/pittura sono, nel Ponte, imprigionati, e cercano, di muoversi su gommoni in tinta , usciti da un mondo tra il dantesco, i viaggi di Gulliver di Swift e il “disfacimento”che come dice Marziani “ lega Pompei con New York passando per le icone indelebili del passato collettivo”.

Proseguendo nei ritratti del Pandemonio, individuiamo, stavolta, invece, forse non a caso nella parte più nascosta della galleria, le espressioni e i volti dei protagonisti del bestiario messo in piedi. Ora qui sono vivi affascinanti e reali e possiamo individuarne le espressioni quotidiane; anche se poi , ovviamente, sono sempre inguainati nelle loro tute, che li connettono all'immaginario post atomico da Pianeta delle scimmie, ammiccando di sguincio al trash televisivo anni '60, puniti per sempre nella gora dell'inferno.

20/10/2003

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910