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Plasmare la materia. Spazio e luce nell'opera di Silvana De Stefano
Elena Paloscia

Dove: Palazzo di Venezia - Refettorio Quattrocentesco
Quando: 08/07/2004 - 29/08/2004
Info: Indirizzo: Via del Plebiscito 118,Roma Orari 9.00-19.00 Ingresso: 4,00 €

onda esterna

Nello spazio antico del Palazzo di Venezia a Roma le opere di Silvana De Stefano, che resteranno esposte fino al 29 agosto 2004, dialogano con le pietre del refettorio quattrocentesco con una naturalezza rara, accresciuta dal percorso che l’artista ha personalmente curato. Un esiguo numero di opere di grandi dimensioni riassume l’esperienza artistica dell’ultimo decennio della De Stefano. Le grandi tele oscillano tra il dipinto e la scultura ed il colore, talvolta intenso e contrastato nelle sue stesure piatte e brillanti, evoca immediatamente la sua formazione culturale e l’esperienza americana. Ma la ricerca non si ferma qui, si estende alla materia ed alla capacità di generare forme plasmando metalli difficili da lavorare come il titanio, il rame, l’acciaio ed il bronzo. L’artista con uno sforzo titanico addomestica i materiali scelti ed al tempo stesso li libera, conferendo loro nuova energia. Le forme aggettanti penetrano la spazio circostante, vuoti improvvisi attraggono come in un vortice lo sguardo.

Su tutto sovrintende la regola e la geometria; l’equilibrio tra la misura e la variazione è animato dall’improvviso sfuggire dalle tele di lembi di materia-colore o, viceversa, dall’apparente ritrarsi dello sfondo. Ma non si tratta di illusione ottica, quanto di una sapiente alternanza di spazi interni ed esterni che interagiscono anche con la realtà circostante, così diversa e ricca di storia.

L’onda e la sfera, elementi ricorrenti, appaiono duttili nonostante la loro reale consistenza, in quanto inserite a spezzare la rigida geometria. Senza fine l’una e conchiusa nella sua perfezione l’altra, riflettono la luce trasportandola altrove, trasformando così la materia originaria in pura energia, incontenibile in uno spazio e per sua natura autonoma. A tutto ciò si aggiunge la vibrazione che si ritrova, a dispetto del rigore, tanto nelle sottili sfoglie di rame che si intersecano tra loro fondendosi con la luce e generando cromatismi intensi, quanto nel limpido fluire dei riflessi sulle lamine di acciaio.

31/07/2004

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