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RICHARD JOURNO: “CODEX”, UNA RIFLESSIONE SUI CODICI CONTEMPORANEI
Piera Peri

Dove: Galleria Horti Lamiani
Quando: 11/12/2004 - 18/12/2004
Info: Apertura galleria: lunedi-venerdi 9.00- 18.00 Ufficio stampa Horti Lamiani Bettivò: tel. 06 4460292 hortilamiani@tiscali.it

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Dall’11 Novembre al 18 Dicembre è visitabile la mostra di Richard Journo presso la galleria Horti Lamiani - Bettivò, spazio da circa due anni consacrato all’arte contemporanea, situato nella zona in riqualificazione della Stazione Termini, polo artistico decisamente attento alla realtà delle nuove generazioni ed impostato, in modo particolare, su un filone espositivo che privilegia temi sociali e di forte attualità. Come avviene in questa mostra dell’artista inglese Richard Journo, intitolata “Codex” e curata per l’Italia da Simona Cresci, che verrà successivamente, a Gennaio, proposta negli spazi dell’Atrium Gallery di Londra. Nel percorso romano l’artista affronta, con media e tecniche differenti, il tema del Codice, dal codice a barre, simbolo del mercato globale e della mercificazione, anche culturale, alla bandiera, identificazione di un popolo e di un’identità collettiva. Tramite la presentazione iconica dei codici della contemporaneità, che Journo propone attraverso stampe al plotter, dipinti ed installazioni, l’artista mira ad indagare ed approfondire la conoscenza del meccanismo utilizzato dagli esseri umani, di ogni cultura ed di ogni tempo, per simbolizzare, comunicare, collettivizzare, i propri credo e sentimenti più reconditi. Ma, a fianco ad una lettura immediata, facilmente riconoscibile di questi simboli, ve ne è anche una sotterranea, meno semplificatoria ed accessibile, quella a cui l’artista ci invita ad arrivare tramite un percorso meno istintivo e più concettuale, come avviene, per esempio, in “Another day another dollar #1” in cui una bandiera americana stilizzata, simbolo in toto della cultura occidentale, convive con il codice a barre: “Ho preso la bandiera americana che nel bene o nel male è riconosciuta universalmente come simbolo della nostra civiltà e l’ho fusa con un codice a barre. Il messaggio criptato descrive una comune percezione di oggi: fin quando l’uomo è intento ad arricchirsi tutto viene tollerato.” Il codice a barre, leit motiv dell’iconografia di Journo, applicato a bandiere, stampe digitali tratte dalla quotidianità, ritratti o simboli religiosi, al primo impatto viene percepito come un elemento di disturbo nella percezione delle immagini con cui convive, ma è proprio questo disturbo ad innescare nello spettatore un momento di riflessione, a spronare a non rimanere in superficie bensì ad approfondire ed approcciare in modo critico e selettivo la realtà. Il codice a barre diviene addirittura materiale, fisico, barriera da oltrepassare nell’installazione “Oral X-Site #1”: una volta attraversato il codice che cala dall’alto come un sipario o filtro dell’immagine retrostante, ci troviamo dinanzi ad una delle opere che Journo ha dedicato al tema della pornografia: “La condivisione di un segreto non è sempre confortevole. “Oral X-Site #1” è parte di una serie di lavori dedicati ad un tema molto controverso, cioè la massiccia presenza della pornografia nella nostra società e non solo su Internet. Oggigiorno viviamo con la pornografia, è parte della nostra cultura ed è ampiamente accettata, se non sbaglio, qualche compagnia di video porno è anche elencata nelle quotazioni di borsa. In qualche modo ci stiamo abituando a “sentirci a disagio”, non è questo un segno che stiamo diventando parte della società del “Fatti gli affari tuoi”?”. Ed effettivamente proviamo disagio penetrando la barriera del codice a barre di questa installazione che prevede un qualcosa di segreto e celato mettendo in gioco la nostra curiosità morbosa verso il nascosto, l’ignoto, il proibito, soprattutto.

11/12/2004

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