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Art First - Bologna 2005
Paola Donato

Dove: ArteFiera Bologna
Quando: 27/01/2005 - 31/01/2005
Info:

Michelangelo Pistoletto

La Fiera di Bologna ha aperto quest’anno con novità importanti. Innanzi tutto le new entry straniere: Ben Brown da Londra al Padiglione 18 con proposte differenziate, dal Morandi del ’56 e del ’63 (tra i 450 e i 520 mila euro) alle fotografie di Ruff (ma per vedere qualcosa di meglio bisogna scendere alla Galleria Anna d’Ascanio che ne mette in mostra tre di grande impatto) e Struth; Krugier da Ginevra, al Padiglione 16 con Severini, Balla, Picasso. E se Ben Brown sembra soddisfatto di questa esperienza bolognese, Hans Mayer arrivato da Düsseldorf, ci parla dell’attesa dell’ultimo giorno. Si tratterà forse di un problema di Padiglioni? Sembra proprio che molta qualità, anche se in maniera discontinua, si sia concentrata al 18 con confusi alti, bassi e bassissimi al 16. Così il mercato si è andato a svolgere al piano superiore o tra i giovani dei Padiglioni 21 e 22. Nella confusione del 16 troviamo anche una novità romana: Oredaria. La galleria che ha appena festeggiato il suo primo compleanno oltre ai giovani (tra cui Luca Caccioni presente anche in altri stand tra cui la Otto Gallery) espone Zorio e Pistoletto. Quest’ultimo con un’opera realizzata per l’occasione: una carta geografica, naturalmente specchiante, decora le ante chiuse di una libreria. Contenuto? Tutto il sapere del Mediterraneo. Tanti artisti giovani e meno giovani propongono in forme e modi differenti il tema della mappa del mondo. L’idea della globalizzazione si rintraccia sempre più spesso come filo di fondo di ricerche contemporanee. Tra le più interessanti le due mappe di Maurizio Galimberti, collage di polaroid, foto satellitari molto artigianali, esposte allo stand della Galleria Il Torchio di Milano.

Roma, poi, si presenta anche con le gallerie più giovani per nascita e per proposte: Monitor video & contemporary art, Next door, ma anche 9, via della vetrina contemporanea sottolineano la nuova tendenza della capitale finalmente pronta a proposte alternative. Paolo Bonzano Artecontemporanea dal suo recentissimo spazio romano di Palazzo Taverna (ma Bonzano viene dalla Milano di Milleventi e non è certo l’ultimo arrivato tra i galleristi) espone interessanti nuove proposte: Massimo Uberti con le piante di città rinascimentali e Look to feel video di Luca Rento girato a Basilea.

Tra le gallerie storiche si distingue Anna d’Ascanio con uno stand raffinaissimo e tematico, indubbiamente sacrificato nel Padiglione 16, che da Spagnulo a Ruff, da Festa ad Araki propone uno sguardo sull’erotismo nell’arte contemporanea.

Non si capisce cosa è successo alla vecchia suddivisione tra avanguardie e nuove proposte. Di certo il pubblico è un po’ confuso. C’è chi si lamenta “..fino allo scorso anno venivo e sapevo dove andare per trovare ciò che mi interessa!”. Certo bisogna scoprire i nuovi criteri per potersi aggirare con disinvoltura nei quattro padiglioni che a volte sorprendono con improbabili accostamenti: Erica Fiorentini di Roma che porta, tra le altre, opere di Uncini, Sanfilippo, Carrino, viene posizionata accanto al bello stand di Nicola Fornello (Prato-Torino). Succede, così, che il romantico video di Sara Rossi datato 2003 si trova ad osservare alcuni pezzi (non i migliori) del proprio passato. Anche De Crescenzo e Viesti, che espone Uncini (ma quanti ce ne sono quest’anno in Fiera?) , Angeli, Caporossi e un tipicissimo Patella (Mut-tum) e Il Segno (con la non più giovanissima Giovannoni) si trovano fuori luogo rispettivamente nei Padiglioni 21 e 22.

I video vanno diminuendo e con essi la fotografia che diventa meno inflazionata e più scelta. Qualità altissima per gli artisti presenti che propongono spesso commistioni tra automatismi e manualità. E’ il caso di Mike e Doug Starn con Structure of thought che da Mayer presentano due immagini, digitali, sovrapposte, di uno stesso albero: stampa su carta di gelso preparata ad encausto, finitura a cera. Antichi mestieri e nuove tecnologie così, a volte, si incontrano. E pur se scontato non si può evitare di sottolineare la tanta pittura, figurativa, di grande impatto con inquadrature inconsuete per questo media, spesso traslate dallo spot o dal cartoon, a volte vicine ad un differente iper-realismo, come nei recenti lavori, olio su tela, di Steven Meek presentati da 9, via della vetrina contemporanea.

30/01/2005

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