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BEYOND una mostra che fa il punto sulla nuova scultura inglese.
Marcello Carriero

Dove: Monitor Video & contemporary art
Quando: 07/02/2005 - 23/03/2005
Info: www.monitoronline.org

Interessantissima mostra quella che si è inaugurata da MONITOR lunedì 7 febbraio curata da Cecilia Canziani e Paola Capata con il supporto del British Council.

I giovani artisti inglesi Jacob Cook e Robert Orchardson hanno presentato i loro lavori in una rigorosa e alquanto anomala mostra intitolata Beyond. Rigoroso è il modo di disporre le opere sospese in un isolamento significativo, quasi a proporre un invito alla lettura cinestetica scandita bene grazie al numero ridotto degli elementi esposti. Mentre Cook sottolinea, a mio avviso un po’ banalmente, il contrasto tra spontaneità caotica della natura e taglio scosceso della forma dei vasi che, oltre ad imprigionare le piantine si dispone in una sfaccettata sequenza neocubista, Robert Orchardson re – inventa la funzione di profili noti di oggetti di design anni Cinquanta. Ecco che un tavolo “Tulipano” (1957) di Fero Saarinen si erge come un fungo bianco, al centro della galleria. Questo oggetto però, ha perso la sua funzione d’appoggio, giacché Orchardson ha cambiato il piano con una convessità liscia. Vediamo poi uscire dalla parete una cortina di separazione di legno che propone un pattern geometrico radiante, un disegno aereo dietro al quale scorgiamo un disco celeste che trasmette tutto da una superficie mobile alla luce. Cook trasporta delle situazioni architettoniche riportando, in scala ridotta, una precarietà sospesa.

In definitiva l’anomalia di questa mostra è la registrazione di un umore diverso nella generazione degli artisti inglesi, il rinato senso della rigorosità oggettiva a discapito della calda narrazione del vissuto, della scioccante deviazione offerta dallo spettacolo umano; sembrerebbe che questa nuova generazione di scultori / installatori voglia saccheggiare la storia recente degli oggetti rappresentativi negandone la destinazione d’uso li ri – impiegano come pure forme plastiche. In tal modo si avvia un processo di riconoscimento dell’oggetto di design che approda alla coscienza di stare invece in una nuova organizzazione spaziale di pura sensibilità contemplativa.

08/02/2005

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