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Masters of Fantastic Art.
Valeria Jannetti

Dove: Galleria Mondo Bizzarro
Quando: 03/12/2005 - 02/02/2006
Info: via Reggio Emilia 32 c/d tel 06 44247451 lun-sab ore 11.30-19.30

Mark Ryden

La galleria Mondo Bizzarro, nel proprio spazio espositivo a pochi passi dal Macro, in via Reggio Emilia, espone i maestri dell’arte fantastica.

Tali sono, ognuno nel proprio modo peculiare, i tre nomi di spicco del panorama delle arti votate ad una visione del mondo tutt’altro che serena: H. R. Giger, Zdzislaw Beksinski e Mark Ryden. Una sorta di viaggio temporale nella visione dell’uomo: dai corpi mummificati che emergono placidamente dal passato nelle opere di Beksinski, al contemporaneo inquietante di Mark Ryden, al futuro popolato di androidi del (profetico?) maestro Giger. Tutti e tre accomunati dalla musica, poichè se Giger ha curato le copertine degli Emerson Lake & Palmer, Denzig e Carcass, per dirne alcuni, è di Beksinski la copertina di un album dei più oscuri Apotygma Berzek, mentre per quanto riguarda Ryden non si possono dimenticare i lavori per i Red Hot Chilli Pepper o Michael Jackson. Ed anche il cinema lega almeno due dei tre: dal famosissimo mostro di Alien (Giger) a Christina Ricci ritratta da Mark Ryden per il giornale Rolling Stone.

Nulla a che vedere con una visione del bello nella sua comune accezione: qui androidi copulano con le macchine in amplessi osceni, il carretto dei gelati propone ai bambini che accorrono sorridenti carne cruda, e funeree musiche escono dal suonatore di corno dalle mani scheletriche. Ma facciamo ordine. Beksinski dunque. Solamente tre le opere esposte, ma “Horn player” è forse la litografia che più colpisce: le ossa delle mani meticolosamente raffigurate in un movimento congelato, ecco il succo. Lo scatto statico delle dita impegnate in una musica che non è dato ascoltare. Accanto, la “Cattedrale” immutabile e ferma, composta da quello che sembra materiale organico ormai mummificato.

Importanti le serigrafie “Erotomechanics” di Giger: dalla quattro alla nove, assistiamo ad abbracci umano/meccanici, un osceno esplicitato proprio dal connubio profetizzato dal cyberpunk ma che rimanda anche, in un gioco temporale, ai racconti di lovercraftiana memoria. Immancabile Alien, molto interessanti le due litografie “Future Kill” red e black. É una donna invece quella che esce dalle maschere di “Species”, anch’esso progetto cinematografico del 1995: al posto dei capezzoli vermi, certo, ma una posa “classica”, in un inconsueto contrasto.

Escono invece dai libri per bambini le stampe e litografie di Mark Ryden: lui stesso afferma di ispirarsi ai disegni del figlio. Certo, nella serie delle tre stampe “Tears”, “Sweet” e “Blood”, raffiguranti bambini che raccolgono il sangue ieratico che fuoriesce dal giocattolo, o lo circondano in un girotondo inquietante, il mondo infantile è l’esatto opposto di quello che “normalmente” viene inteso. Stimolante la litografia “The Creatrix”: una donna/bambina con scettro e corona, un bimbo microscopico in braccio, contiene, all’interno del proprio vestito, un Babbo Natale raffigurato come Shiva con quattro braccia, sommerso in un mondo sottomarino ancestrale, mentre la creatrice si staglia in un paesaggio preistorico popolato da mammuth, affiancata da un piccolo astronauta.

Ovunque, disseminati, simboli alchemici e popolari, leit motiv dell’autore. Ricorre l’ape, come nel ritratto di Christina Ricci o in “the Debutante” forse come simbolo di una sessualità fanciullesca non manifesta. Eros e thanathos, umano/non umano, orrore quotidiano. Ma di una bellezza agghiacciante, sconvolgente e temibile. Da guardare e ricordare, come monito, promessa o profezia.

06/12/2005

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