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Occhi specchiati
Francesca De Nicolò

Dove: Galleria Lorcan O'Neill
Quando: 11/05/2006 - 21/07/2006
Info: via Degli Orti D'Alibert 1e tel 0668892980 lun-ven ore 12.00-20.00 sab 14.00-20.00

Francesco Clemente è nuovamente a Roma da Lorcan O'Neil, dopo il MAXXI.

Presenta una serie di lavori, appositamente realizzati per lo spazio, e una nuova grande tela; è una sua prima mostra in galleria in Italia dopo tanti anni.

Lì sono allestiti 32 toccanti acquerelli, parte di un'inedita installazione che propone riflessioni intime, sezioni di un' intensa scansione del sé e del suo progressivo mutare. Sono sempre vibranti selezioni che attraversano il suo percorso sino adesso. Un autoritratto, quello proposto, onnipresente soggetto/oggetto d'indagine, dove l'autore esplora il suo sé attraversando l'identità tra femminile, maschile e animale. Sono i suoi acquerelli, a tratti trasparenti, dove Clemente infittisce il livello meditativo e trascrive i sottili cambiamenti della complessità di un reale che è stratificato e variabile, tra limoni di Amalfi e carte da gioco. Autoritratti dove i suoi grandi occhi specchiati e specchianti sovrastano e fissano lo spettatore intimamente, legandolo per il tempo di un attimo.

Un intenso dialogo, quello che Clemente realizza scandagliando nell'io, nell'intenzione di creare un contatto con l'altro, mentre, al tempo stesso, mantiene le distanze.

Clemente realizza così la sua sotterranea metamorfosi dove è un gufo, un coniglio, una mosca. Per l'occasione presenta una grande tela: Pantheon, un ritratto del gioco che riunisce le masse per antonomasia, in campo la Roma e la Lazio, che si contendono agguerrite la vittoria.

Clemente è ancora lì, si è autoritratto, la sua testa è roteante con gli occhi strabuzzati e vola in rete. Assistono all'evento mediatico dal cielo: Gesù, Krishna, Buddha e Vishnu e la Vergine Maria finalmente riuniti, forse sarcasticamente, dalla passione calcistica. Così l'autore insegue una visione dall'alto e contemporaneamente dal basso, nella quale tutti sono riuniti al cospetto di una partita dove non esistono più barriere religiose. Un lavoro sarcastico e acuto nel quale ritrae in modo corale gli umori del globo; dove propone una scanzonata utopica immagine pacifista. Un istante “dinamico”, gelidamente scattato, dove il calcio divino con il goal , finalmente realizza quel momento di luce e sospensione tanto cercato, al di là di tutte le religioni.

Mostra "Nuovi acquerelli, e Pantheon un nuovo grande dipinto" visitata il 25 maggio 2006

13/06/2006

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