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Alessandro Bellucco ESSITAM (ipotesi occidentale)
Federica Rigillo

Dove: Container
Quando: 21/05/2007 - 29/09/2007
Info: Via dei Cappellari, 21, Tel 06 87450491, martedì-sabato, ore 15:00 – 19:30– www.artcontainer.com

Alessandro Bellucco, ESSITAM (ipotesi occidentale), olio su tela, 2007

La galleria Container ospita la prima personale romana dell’artista Alessandro Bellucco (Torino, 1970).

Le due enormi tele presentate nell’esiguo spazio espositivo concludono il lavoro Ipotesi occidentale che occupa l’artista dal 2005. Il titolo della mostra è la chiave di lettura delle opere esposte, leggendolo al contrario rivela il cognome di uno dei maggiori artisti del Novecento: Henri Matisse.

Bellucco estrapola i soggetti da due celebri tele del pittore francese, La Dance e La Joie de vivre, ma tutti gli elementi che rendevano le opere di Matisse gioiose, serene e piacevoli si perdono in questa trasposizione contemporanea.

L’artista ribalta i personaggi principali di Matisse ed elimina le note caratteristiche del suo lavoro:

l’esaltazione del colore, le linee sinuose che campiscono i corpi voluttuosi, la vegetazione lussureggiante; i personaggi sono reali, violentemente umani: corpi imperfetti, cadenti, flaccidi che danzano vorticosamente non mostrandoci mai i loro volti, in uno spazio asettico completamente bianco.

Dopo il movimento, la quiete, i corpi si riposano sull’altra tela. Una coppia si stringe in un abbraccio che è più un sostegno alla pesantezza del vivere, un altro accovacciato fluttua nello spazio bianco della tela e non può cogliere fiori, come il suo predecessore ne La Joie de vivre, perché ha perso il contatto con la natura, che è scivolata sul pavimento della galleria sotto forma di un tappeto di erba artificiale.

Il realismo della pittura di Bellucco, la concentrazione del suo lavoro sulla rappresentazione del corpo nudo dell’uomo e della donna, il fatto di mostrarci questa carne vissuta, lontana da ogni canone del bello ideale, per trasmetterci messaggi della più viva umanità, lo avvicina al filone britannico che da Lucian Freud, passa per i Young British Artists, come Jenny Saville, che utilizzano la rappresentazione realistica del corpo, talvolta violenta e cruda, come efficace veicolo pittorico di ciò che più ci rappresenta: l’umanità, l’amore, la società, la debolezza, la malattia, il vizio… in una sola parola, la vita.

13/08/2007

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