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Unpacking the archive
Marcello Carriero

Dove: 1:1projects Roma
Quando: 17/01/2008 - 24/01/2008
Info: apertura 15:00-19:00 e su appuntamento Piazza Scipione Ammirato 1/C Metro A: Furio Camillo, Bus 87 e 628 Per informazioni: 06 45472265

Sarra Alessandro

Da più di un anno 1:1 projects nella sua sede romana si occupa di archiviare arte contemporanea rendendo disponibile ad oggi un consistente numero di informazioni sul panorama artistico internazionale (*).

La sede romana (l’alta è a Londra) ha visto cimentarsi in un lavoro di mesi gli studenti della

I U AV (**) per realizzare una mostra, in corso fino alla prossima settimana, che spacchetta l’archivio di 1:1. Per evidenziare la capacità analitica ed interpretativa di un percorso avviato nel Novembre 2007, basta guardare l’equilibrata e preziosa esposizione di opere eterogenee esposte in uno spazio non certo grandissimo della sede di Piazza Scipione Ammirato, nel quartiere dell’Alberone. Sotto il coordinamento di Cornelia Lauff e Ilaria Gianni che alla IUAV di Venezia insegnano, la mostra è il punto cruciale di un lavoro testimonianza dell’efficacia di un progetto di documentazione e di relazione con il sistema dell’arte sempre più destinato a configurarsi come una rete. Guidato da due dei giovani curatori della mostra, Valentina Carallo e Guiomar Valdemoro, ho conosciuto i passaggi dell’elaborazione concettuale del progetto che prende in prestito da Walter Benjamin l’idea di un ipertesto in cui i significati si incrociano su livelli diversi, più o meno palesi. Dopo l’elaborazione dell’archivio, gli studenti della I U AV di Venezia hanno pianificato un percorso fatto di rimandi, evitando di scegliere artisti il cui modus operandi s’avvicina all’archiviazione. L’archivio ha indicato sequenze narrative trasversali estrapolate da un “contenitore di storie” in cui la disposizione e le scelte trasferiscono il portato individuale su un campo disponibile a diverse combinazioni. L’idea di aprire un percorso di continui rimandi è anche metafora di una rete, che 1:1 ha ormai sperimentato da tempo e di cui è nodo romano e londinese, su cui viaggiano informazioni ed idee che forniscono i presupposti per il collegamento internazionale, una realtà aperta al dialogo ed alle collaborazioni com’è stato per la IUAV. Gli artisti scelti dai giovani curatori dialogano infatti con sistemi effettivi di classificazione e giocano tra memoria emotiva e culturale la partita con la storia. L’archivio come visione particolare del mondo fa i conti con un trascorso di accumulazione sino a disporsi quale traccia biografica dell’archivista, un ritratto scomposto che rimanda ad un’esistenza specifica. Così, Johanna Billing nel video Magic & Loss racconta un trasloco in cui si sceglie cosa prendere e cosa lasciar fuori da un archivio, mentre Tim Brennan invia alla sede della mostra un pensiero al giorno ( una delle curatrici lo è andato a prendere durante la mia visita) in cui medita sotto forme diverse sul concetto di cura critica. In termini diversi un’altra opera riporta un repertorio mnemonico attraverso il motivetto del cuore che ha in se la capacità evocativa di un momento particolare, l’archivio sonoro di Foryth e Pollard quasi come la sovrapposizione dei tracciati di un elettrocardiogramma che Alessando Sarra ha ricevuto come informazione di un cuore inteso pneumatologicamente, sede dell’anima. Notizie sono date anche dalle didascalie dei poster di Elena Nemkova precipitato arbitrario dell’archivio universale del WEB, infine l’opera sonora Pangea di Stanislao Di Giugno dimostra come la decadenza delle individualità nazionali offre l’occasione di rifondare il sapere, quindi ciò che era scandito da confini oggi appare una massa indistinta se non nella definizione di umanità.

Unpackeging the archive da 1:1 – mi dicono Valentina Carallo e Guiomar Valdemoro – ha l’ambizione di spostarsi in un’altra sede così da dare al progetto un respiro più ampio che non vuole concludersi con la mostra romana, ma spostarsi in altere sedi.

(*) 1:1projects è una piattaforma per la creazione, lo sviluppo e la promozione di progetti di arte contemporanea e organizza mostre, proiezioni, laboratori, incontri e seminari, in collaborazione con artisti, critici, curatori, teorici.

L’ufficio di 1:1projects a Roma è uno spazio polifunzionale e flessibile: è la sede in cui lavora l’associazione, ospita un archivio di arte contemporanea, ed è anche uno spazio di studio, visione, ascolto e discussione oltre che un luogo di scambio di nuove forme di produzione e distribuzione legate all’arte.

(**) La Iuav è l’unico ateneo italiano dedicato nella sua totalità all'insegnamento della progettazione di tutto ciò che riguarda gli spazi e l'ambiente abitati dall'uomo: edifici, città, paesaggi, ma anche oggetti di uso quotidiano, eventi culturali, teatrali e multimediali, grafica. Il corso di laurea in Arti Visive diretto da Angela Vettese alterna attività laboratoriali, dedicate alla sperimentazione progettuale e lezioni negli ambiti teorico-critici, storici e scientifici.

23/01/2008

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