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Mobili, immobili misteriosi
Paola Donato

Dove: Nextdoor…
Quando: 28/03/2008 - 01/06/2008
Info: via di Montoro 3

Courtney Smith nella mostra “Iglù” si cimenta con l’immobile. Il curatore Antonio Arévalo ha invitato l’artista a realizzare un’opera ad hoc per la piccola galleria “Next door…”. Il mobile, anzi la porzione di esso, nell’opera pensata per lo spazio romano, si agglomera per diventare muro, parete divisoria. Una moltitudine di cassetti induce ad un intervento del pubblico assolutamente vietato. Questi tasselli apparentemente mobili, come nella Venere di Dalì, ci indicano i luoghi segreti dell’inconscio attraverso i quali sarebbe possibile guardare il posto proibito dell’Es. Infatti se si potesse sbirciare oltre uno di quei cassetti si scoprirebbe il mistero di ciò che il muro nasconde e che solo il monitor situato nel bagno della galleria ci rivela. Ma la telecamera posta oltre il muro media la realtà, cosicché questa resta velata dalla impossibilità di “vedere con i propri occhi”.

Ancora una volta come in alcuni precedenti lavori ricorre il tema della divisione. Che si tratti dello specchio magico che sdoppia e divide, o della cassettiera smembrata e riassemblata in due pezzi simmetrici, comunque sia, il confine oltre il quale si può passare per trovarsi in un mondo parallelo sembra tornare con insistenza. È un mondo di vissuto quotidiano e domestico. È quello che trasuda da ogni pezzo di legno, da ogni elemento decorativo precedentemente esistente al nuovo assemblage. Dai legni utilizzati affiora come in una saga sudamericana il trascorso di chi quel mobile l’ha posseduto. I suoi dieci anni vissuti in Brasile, a Rio de Janeiro, emergono in questa scelta “sentimentale” di materiali caldi e fortemente vissuti.

Il titolo, Iglù, con questo suo richiamo freddo quasi ci induce al contrasto. Ma la Smith ci sta dicendo che il suo muro, come l’Iglù è assolutamente solido pur se fragile alla percezione.

Da un approccio romantico ad un intervento minimal la cifra artistica della Smith appare, anche in questa intensa installazione, rivolta ad una lettura antropologica del mondo.

02/04/2008

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