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CINA XXI SECOLO. ARTE FRA IDENTITÀ E TRASFORMAZIONE
Federica Rigillo

Dove: Palazzo delle Esposizioni
Quando: 19/02/2008 - 18/05/2008
Info: Via Nazionale, 194 - 00184 Roma

Yang Yong, Fancy in Tunnel, 2003, light box, cm120 x 90

Fino al 18 maggio è possibile visitare un’interessante mostra a Palazzo delle Esposizioni: Cina XXI secolo. Arte fra identità e trasformazione.

Nell’anno delle Olimpiadi di Pechino non poteva mancare anche nella capitale una mostra dedicata agli artisti cinesi dei nostri giorni. Le opere sono, infatti, recentissime e non vanno oltre il 2003.

I curatori, un occidentale Morgan Morris e un orientale Zhu Qi, hanno scelto di presentare un nutrito numero di artisti, tra i più quotati a livello internazionale: Cao Fei, Chen Chien-Jen, Liu Xiaodong, Fang Lijun, Sun Yuan e Peng Yu, Wang Qinsgong, Yin Zhaoyang, Weng Fen, Yan Lei, Wang Du, Zeng Fanzhi, Zheng Guogu, Yang Zhenzhong, Qiu Anxiong, Yang Fudong, Yang Yong.

Sono gli artisti della double sex society, la società che dalla metà degli anni Novanta, con l’apertura dei mercati, ha trasformato la vecchia Cina in un grande potenza che si trova a fronteggiare un’ambivalenza sociale nella quale convivono comunismo e capitalismo.

La corsa sfrenata al progresso, la costruzione di grattacieli e palazzi simbolo del nuovo che avanza, sono i temi che questi artisti, talvolta dissidenti, privilegiano: Wang Qinsgong, costruisce dei veri e propri setting per poi immortalarli nelle sue enormi fotografi. In Dream of Migrants, 2005 ricostruisce in maniera palesemente artificiosa e simbolica una tipica abitazione degli hutong, gli antichi quartieri di Pechino che via via stanno scomparendo a causa delle continue demolizioni, mostrandoci degli uomini in procinto di partire nella speranza di vivere in condizioni migliori. Le nuove città del progresso non sono però solo luci e modernità ma denunciano spesso situazioni di solitudine e disperazione come ci mostrano i sei light box di Yang Yong, dove ragazze alla moda, che hanno raggiunto l’agognato benessere economico, vagano sole e spaesate nella metropoli contemporanea.

L’internazionale e famosissimo Wang Du continua a dissacrare il potere dei media con originalità e sagacia, a Roma ha portato tre enormi riproduzioni in bronzo di tre pagine di giornali accartocciate: l’americano New York Times, il russo Komosomoiskaja Pravda, e il giornale panarabo edito a Londra Asharq Al-Aswat, a sottolineare il condizionamento che le notizie esercitano sul nostro pensiero e sulle otre opinioni, distorcendole come queste “fragili” pagine.

Divertente e ironico il video della giovanissima Cao Fei, RMB City. A Second Life City Planning by China Tracy, 2007, che utilizzando il video mette in scena una traslitterazione secondo il linguaggio di Second Life di una Cina che presenta tutti i suoi stereotipi: da quelli più tradizionali come il panda, i fuochi d’artificio e la ruota di bicicletta, ai più moderni rappresentati dai nuovi edifici simbolo delle città, come la stranota torre tv di Shangai, lo stadio di Pechino (sede principale delle Olimpiadi 2008) detto anche nido di rondine per la sua forma, su progetto dello studio Herzog & De Meuron e la quasi completa Central Chinese Television CCTV Tower di Rem Koolhaas.

Alcuni artisti, però, vivono il cambiamento con nostalgia, come Qiu Anxiong che recupera la tecnica antiche dei disegni a inchiostro e ce li presenta attraverso un montaggio video molto poetico, realizzato per sottrazione e aggiunta di elementi all’immagine.

Infine un omaggio all’Italia di Liu Xiaodong, che, invitato dal Pala Expo, ha realizzato un’opera nel forum del Palazzo, Prima Mangia, una sorta di ultima cena contemporanea i cui protagonisti sono persone comuni scelte dall’artista durante il suo soggiorno romano.

12/04/2008

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