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MAMMA, IO CORREVO MA IL FUOCO M’INSEGUIVA!
Federica Rigillo

Dove: Romberg artecontemporanea
Quando: 25/09/2008 - 27/11/2008
Info: piazza de’ Ricci, 127 - 00186 Roma tel 06 68806377 or mar-sab 15.00-20.00; lun mattina solo su appuntamento

Particolare dell'installazione di Pierluigi Febbraio

Invitante iniziativa quella che 16 gallerie capitoline hanno proposto per inaugurare la stagione espositiva 2008/2009: gli spazi hanno riaperto simultaneamente dopo la pausa estiva.

L’accoglienza è stata positiva, il via vai di addetti ai lavori, curiosi e interessati ha vivacizzato le stupende vie del centro storico della città per una serata all’insegna dell’arte e della mondanità!

Fra i molti lavori presentati, segnaliamo la personale di Pierluigi Febbraio (Roma, 1976) “Mamma, io correvo ma il fuoco m’inseguiva!” a cura di Italo Bergantini e Gianluca Marziani, presso la Galleria Romberg artecontemporanea.

All’interno dello spazio espositivo teche trasparenti custodiscono volti di bambini numerati, un album fotografico di compagni di scuola, perfettamente classificati pagina dopo pagina. Il legame con l’infanzia e l’educazione scolastica continua al piano inferiore che ospita l’installazione site-specific. Su una vecchia lavagna un ritratto di bambino un po’ triste e spaventato, come ognuno di noi è stato durante una temibile interrogazione, emerge dal supporto d’ardesia nascondendo in parte delle frasi scritte con calligrafia infantile; appesi alla parete 14 orologi fermi, ognuno segna un orario diverso, come a scandire il tempo di una lezione che non finisce mai!

Nell’ultima stanza un’installazione coinvolge tutto lo spazio, coperto di fogli di carta a quadretti, che strappati e riassemblati in vario modo, creano la perfetta base per un disegno gigante. Un sole con gli occhi e la bocca, un uccello e un drago che, però minaccioso, nonostante l’apparente innocenza creativa del disegno, sovrasta con le fauci spalancate il ritratto di una bambina.

Tutti i fanciulli ritratti dall’artista sono realizzati con la malta, materiale che risulta essere suggestivo. La granulosità della sabbia, leggera e impalpabile, va a costituire quell’impasto che concretizza la persistenza dell’immagine, proprio come alcuni ricordi d’infanzia che sembrano assopiti ma, se risvegliati riemergono cristallini e pungenti.

30/09/2008

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910