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Il Bacio e altre strade per le stelle. Matteo Montani da Valentina Bonomo
Marcello Carriero

Dove: Galleria Valentina Bonomo
Quando: 24/10/2008 - 30/11/2008
Info: via del Portico d'Ottavia 13 tel 066832766 mar-sab ore 11-13/15-19 - http://www.galleriabonomo.com/

Matteo Montani

La mostra di Matteo Montani alla galleria Valentina Bonomo, si intitola Il Bacio e altre strade per le stelle. Dodici lavori eseguiti con una tecnica raffinatissima di liquido colore su carta abrasiva nera. Montani arriva a queste visioni da un’operazione di scavo e di continue epifanie di piani. Nelle ultime carte il diorama s’apre seguendo un andamento a bande orizzontali che genera una sequenza di orizzonti. La liquida stesura del colore, monocromo lattiginoso e prezioso ocra aureo, crea vedute di boschi o di profondità geologiche contravvenendo a quello che ci suggeriscono i titoli.

Nella glaciale opera intitolata Il Bacio (2008, olio su carta cm 94X150) aperture scure sembrano effetti di riverberi su una superficie serrata. Troviamo lo stesso effetto “fata morgana” in altri suoi lavori sì da estendere il suo omaggio alla natura liquida della pittura anche al limite più estremo del buio. Liquidità e luce sono gli elementi strutturali della visione montaniana ma è il supporto con il suo nero risucchio a dichiararsi e governare quella visione che è fabula pura. Alberi, anfratti e caverne, declivi e valli sottostanno tutte all’incombente soggetto (Subjectus) un’esistenza significante poiché aggressiva e partecipe con la propria scabrosità in ogni sua emersione. Si fa spazio, quando accoglie, quasi curvandosi attorno al gruppo plastico di Spiare dal bianco, (2008, olio su carta, cm 94X150) unica opera dove Matteo abbandona l’andamento orizzontale, un massiccio centrale che illumina il buio d’opacità madreperlacee. Il buio domina, quasi a darci delle immagini agli infrarossi in cui scopriamo i lampi che sovrastano Bagdhad bombardata dagli americani, foreste notturne, preziose incrostazioni di cristallo, dilavamenti eiaculatori e le stelle.

Nel grande Altre strade per le stelle, un quadro di tre metri alto quanto un uomo, lo sguardo si perde e rimane avvinghiato alle vegetazioni immaginarie, a scenari che intrappolano dove l’enorme superficie continua si risolve nella piccola colatura che finisce per diventare vittima della magica umidità della vista che si fa troppo acuta, troppo avida di luoghi da abitare.

La pittura di Montani lascia all’abisso l’ultima parola dopo averlo velato di suggestioni microscopiche, le cui trasparenze, tremano nel buio, come merletti di luce s’accendono in efflorescenze o svaporano in un’opaca nebulosità cercando di vincere l’oscurità con bagliori continui.

L’atmosfera del sogno, sospende due isole opache nel quadro st(avances) (2008, olio su carta cm 60X94) in un albore che frigge rompendo ancora una volta l’andamento lineare delle bande parallele. Le ultime tre opere, infine, sembrano rendere omaggio alla religiosa preziosità dei fondi medioevali riscoprendo l’astratta sospensione nella luce della foglia d’oro, quasi un trittico in cui Verità, responso e preghiera chiudono ieraticamente la mostra.

10/11/2008

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