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Inside Nostalghia
Paola Donato

Dove: Dorothy Circus Gallery
Quando: 31/10/2008 - 30/12/2008
Info: via Nuoro 17, tel 067021179, mar-sab ore 11-20

Travis Louie

La Dorothy Circus Gallery, spazio dedicato alle nuove tendenze dell’arte figurativa lowbrow e al pop surrealism, chiude il 2008 con la mostra “Inside Nostalghia”. Tredici artisti, Natalie Shau, David Stoupakis, Camille Rose Garcia, Zoe Lacchei, Naoto Hattori, Prunelle Silvia Idili, Andy Fluon, Paul Chatem, Ciou, Elena Rapa, Adam Wallacavage, Arash Radpour, si sono confrontati nella galleria romana già fortemente connotata, su tematiche emo-dark tutte tese ad esorcizzare la paura della morte e dell’abbandono. Alexandra Mazzanti e Karen N. Wikstrand con l’incipit di Ugo Foscolo “Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna” (“Dei Sepolcri”) partono per ideare una mostra ben fatta, appassionante e struggente al punto giusto.

Una carrellata pulp ha coinvolto emotivamente gli osservatori che si potevano soffermare sulle raffinate donne di Natalie Shau come uscite dai momenti più conturbanti di “Eyes way shut” di Stanley Kubrick o sulle inquietanti figure di Silvia Idilli che ritaglia, su sfondi neri, illustrazioni di bambini e adulti con teste animali, così perfettamente assemblate da passare quasi inosservate. Anche Esao Andrews pare illustrare una favola horror, una “Alice nel Paese del terrore” dove le figure vengono risucchiate da vortici, la volpe comodamente sdraiata sul divano si ritrova il collo annodato come un sacchetto perché la sua testa è finita impagliata a mo’ di trofeo e l’albero cavo che doveva accogliere i puffi o i folletti svela un’agghiacciante volto di teschio che spunta tra la chioma. Davvero delicate le opere di Travis Louie, piccoli ritratti perfettamente incorniciati e rigorosamente in bianco e nero, come fossero immagini ricordo di famiglia, il nonno ambasciatore, lo zio generale… solo che ogni antenato mostra le sue divertenti particolarità: l’assenza del naso, sei occhi o più, le orecchie appuntite.

Zoe Lacchei presenta tre languide fanciulle, ognuna delle quali è accompagnata da un animale legato tradizionalmente all’oscurità: il pipistrello, la falena, il topo. Tara McPherson espone le sue ragazze tra il pop e il pulp con corpi segnati da cuori infranti, trafitte dal dolore, tra lacrime e sgorghi di sangue.

30/12/2008

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