Home > Magazine > Recensioni > articoli

DOPPIO SENSO. OAN KYU ALLA NUBE DI OORT
Loris Schermi

Dove: La Nube di Oort
Quando: 10/01/2009 - 31/01/2009
Info: via Principe Eugenio 60, tel 3383387824, ore 17.30-19.30, ingresso libero

Scrittura prima della scrittura II, 2008, cm 200X80 / Street Signs, 2005-2008

La galleria La Nube di Oort, prende il nome da una misteriosa regione situata ai confini del sistema solare, mai osservata direttamente, la cui esistenza è però ipotizzata da una serie di accurati studi scientifici. Luogo madre da dove provengono energie potenti, ha ispirato il lavoro di due fisici nucleari, marito e moglie, che da poco più di due anni hanno aperto uno spazio espositivo, nascosto all’interno di un cortile di via Principe Eugenio.

È qui che fino al 31 gennaio si sono potuti vedere lavori recenti di Oan Kyu, artista coreana sempre in movimento tra Roma e Seoul. “Doppio Senso” è il titolo della mostra a cura di Patrizia Ferri, che ben sintetizza il suo percorso filosofico e artistico, è il movimento contrario di energie roteanti è yin e yang, gli opposti che ricercano l’equilibrio. Il pieno e il vuoto, il positivo e il negativo che si rincorrono in un moto ellittico, prima di raggiungere la perfezione del cerchio.

La forma dinamica dell’ellisse ritorna nelle opere in mostra e in qualche modo è specchio del continuo peregrinare dell’artista tra occidente ed oriente. I segni orizzontali che riempiono le superfici sono l’umano, la razionalità che fa da controaltare alla spiritualità della superficie curva. Sono scrittura universale, significante astratto iconograficamente riconoscibile. Come segni lasciati da un ago sensibile al respiro della vita, sono il tracciato dell’essere. Le stesse forme ritornano negli scatti in bianco e nero. Nei reticoli ondulanti di sampietrini, nei binari urbani dei tram di Roma. Oan Kyu ritrova l’elemento orizzontale, la parte terrena di una dualità indissolubile. Ma è davanti allo specchio che tutto torna. Nell’ellisse che incornicia l’immagine stessa dell’artista che si fotografa. L’essere nella sua essenza materiale e il suo riflesso di pura immutabile inconcretezza.

02/02/2009

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910