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Nuove ricerche tra arte e design
Alessia Tuzio

Dove: Studio OR
Quando: 26/04/2009 - 29/05/2009
Info: via Pisanelli 4, Roma lun-ven ore 15.30 –19.30, sab su appuntamento ingresso libero

da sinistra: Daniele Statera, Alberto Timossi, Jaim Telias, Margherita Marchioni

Mercoledì 29 aprile l’Associazione Culturale Studio OR ha inaugurato l’esposizione collettiva “Nuove ricerche tra arte e design”.

In mostra sono state presentate le ultime ricerche di quattro artisti e designer romani che lavorano sul filo tra arte e design, con l’obiettivo di evidenziare quelle che sono le sempre più strette relazioni tra gli oggetti artistici contemporanei e le produzioni dell’industria dell’arredamento dei giorni nostri.

Tappi di bottiglia ed elastici sono tra i materiali utilizzati da Margherita Marchioni per realizzare Actimel, l’opera ideata appositamente per l’evento con bottigliette di yogurt che, a parete, compongono una luminosissima e innovativa lampada da interni.

Sulla luministica lavora anche l’artista cileno Jaim Telias che progetta lampadari tattili in polistirolo: oltre ad emettere piacevoli fasci luminosi, questi particolari oggetti di design richiedono anche la partecipazione attiva dello spettatore/cliente che, per modulare l’intensità della luce, deve grattare via la materia in eccesso. Alla serie Lior, che in ebraico vuol dire per l’appunto luce, appartiene anche una lampada da terra che funziona col medesimo espediente.

Daniele Statera, designer romano di fama internazionale, ha presentato i paraventi/sculture della serie Visione Sensibile e le Stelle : i primi, oltre ad essere funzionali nella creazione di spazi indipendenti in locali di piccole dimensioni, sono esteticamente apprezzabili grazie alla vasta gamma cromatica e alle forme, a volte tondeggianti a volte aguzze, scelte per la realizzazione dei due oggetti; le seconde, puntando all’illuminazione degli ambienti, si configurano come delle vere e proprie costellazioni da parete di diverse dimensioni.

Infine, Alberto Timossi ha realizzato, per l’occasione, degli Innesti, anch’essi luminosi, che fondendosi con gli elementi architettonici non si limitano a dialogare con il luogo nel quale sono posti ma aprono la strada alla sperimentazione di nuovi legami tra spazio e materia.

Intimi e ben gestiti, gli spazi dello Studio OR si sono rivelati ottimali ai fini dell’esposizione d’oggetti d’arredo: le opere sono poste direttamente a contatto con lo spettatore che può stabilire un rapporto sensibile con i materiali in mostra. Il locale ,essenziale, ha permesso la messa in evidenza non solo della funzione riempitiva degli oggetti di design ma anche la loro esteticità artistica che rientra a pieno in quelle che sono le nuove tendenze.

08/05/2009

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