Home > Magazine > Recensioni > articoli

Disoflex – Dispositivo di Sorveglianza Flessibile
Loris Schermi

Dove: Hyunnart Studio
Quando: 10/06/2009 - 24/06/2009
Info: viale Manzoni 85, info: 3355477120, mar-gio ore 17-19,30 e su appuntamento

Veduta dell'installazione nella seconda sala

Presso gli spazi di Hyunnart Studio si è conclusa la personale di Giuliano Lombardo dal titolo “Disoflex – Dispositivo di Sorveglianza Flessibile”, a cura di Mario de Candia e Patrizia Ferri. La mostra è il secondo appuntamento della rassegna 21 gr. B.E.A.R. (Basic essential art rèsumè) che ha lo scopo di affrontare aspetti e punti nevralgici della realtà contemporanea con opere ed interventi concepiti ad hoc.

L’artista romano, classe 1971, figlio d’arte con un interesse congenito verso la psicologia, l’estetica e la multimedialità, propone un percorso che si divide in due momenti differenti caratterizzati dalla luce e dal buio, elementi contrapposti ma indissolubili nei quali l’artista costruisce due videoinstallazioni. La prima è introdotta da studi progettuali appesi come appunti di una ricerca complessa che a seconda dello spazio e della circostanza può portare ad infinite soluzioni modulari che vedono in un modello in scala una possibile realizzazione.

Un lungo tubo flessibile esce da un monitor appeso al muro per occupare e quasi ingombrare lo spazio. La vetrina su strada costituisce un invisibile diaframma che mette in comunicazione diretta il fuori e il dentro. Una piccola telecamera posta all’estremità del tubo cattura l’immagine dall’esterno visualizzandola nel monitor. L’artista cerca l’interazione del pubblico, gioca con la vanità degli avventori che ricercano nel video la loro immagine. La scatola delle meraviglie sembra però sempre più assomigliare ad un organismo fagocitante che attira e seduce come una pianta carnivora, pronta al momento giusto ad inghiottire la preda. Lombardo utilizza esplicitamente telecamere di sorveglianza perché chi controlla il video, controlla l’opinione pubblica e la può plasmare silenziosamente senza farsene accorgere. Lo schermo magico ha il potere di donare una esistenza altra concepita come l’unica vera e quindi obiettivo da raggiungere per esserci veramente.

Da una tenda nera si entra nella seconda sala, al buio, in una situazione più intima si può interagire con due telecamere ad infrarossi, parti di due tentacoli provenienti da uno schermo a cristalli liquidi. Annullando lo spazio intorno, l’oscurità favorisce l’interazione con il video e stimola l’aspetto ludico.

Arte e vita interagiscono e si sostengono. Fluxus ne predicava la sovrapposizione totale, Nam June Paik forse per primo ha ricercato il contatto con l’immagine video simultanea ma Lombardo la connota di un’attualità inedita. Il Grande Fratello di Orwell oggi è realtà. Telecamere di sorveglianza sono sparse ovunque. Anche l’angolo più recondito della Terra può essere visibile dal controllo satellitare. La presa di coscienza può però stimolare una consapevolezza critica. Se non si riuscirà ad eliminare l’occhio del controllo forse almeno si potrà comprendere l’inganno e discernere la verità dalla finzione.

30/06/2009

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910