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Stefano Arienti. Quarta personale da S.A.L.E.S.
Paola Donato

Dove: galleria S.A.L.E.S.
Quando: 07/05/2009 - 24/07/2009
Info: via dei Querceti 4, tel 0677591122, lun-ven ore 15.30-19.30. Ingresso libero

Stefano Arienti, Parafango BMW bianco, 2008, lamiera traforata, cm115 x 74 x 16

Contemporaneamente alla grande installazione "Enciclopedia" al Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Stefano Arienti ha presentato la sua quarta personale a cura di Valentina Ciarallo e Pier Paolo Pancotto, presso la galleria S.A.L.E.S. in via dei Querceti.

L’allestimento suggerisce una sensazione di precarietà che connota lo spazio come una sorta di magazzino dove le opere sono conservate o pronte per essere trasferite. Abile manipolatore della materia, Arienti decontestualizza oggetti di uso comune modificandoli e stravolgendone la funzione originaria.

Parti di carrozzeria di vecchie automobili, sportelli di frigoriferi, vinili, vecchi tappeti, una pila di pneumatici sono i supporti che l’artista utilizza per i suoi lavori. Arienti fora le lamiere creando disegni che emulano motivi macramè in un contrasto percettivo che snaturalizza i materiali. Da sportelli di vecchi frigoriferi appaiono immagini traforate di annaffiatoi o ventilatori, sorta di icone pop dal sapore vintage. Tutti elementi che un tempo erano parte di qualcosa che oggi non c’è più ma che può essere rievocata nel ricordo. Come frammenti di un puzzle da costruire, il visitatore è portato a fare uno sforzo mnemonico per ottenere il totale dal particolare e per ritrovare in ricordi emozionali l’immagine suggerita dal disegno. Nei tappeti neri esso si riduce a debole traccia, destinata a scomparire.

Sui muri ed appesi al soffitto, 93 vinili con le rispettive copertine completano la mostra occupando uno spazio delimitato nascosto allo sguardo d’insieme. A differenza degli interventi sulle lamiere, l’azione sugli LP è violenta. Se nel primo caso si incentra su frammenti inservibili di oggetti non più utilizzati, qui il gesto rende inutile qualcosa ancora in grado di funzionare. Il vinile è legato ad un passato che può solo essere evocato. Con un processo quasi maniacale Arienti fora le copertine seguendo scritte e figure che trapassano il disco. Con rispetto, prima di intervenire, ha classificato, registrato, riprodotto e schedato le tracce musicali e i repertori iconografici. Se “il corpo” si trasforma e cambia,“l’anima” è messa in salvo pronta ad essere evocata ogni qualvolta si ritiene necessario.

02/07/2009

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