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Kaarina Kaikkonen, From generation to generation
Alessia Tuzio

Dove: Fondazione Pastificio Cerere / Galleria Z2O di Sara Zanin
Quando: 17/09/2009 - 30/10/2009
Info: via degli Ausoni 7 / via dei Querceti 6, tel 0645422960 / 06 70452261, ingresso libero. Mostre a cura di Laura Barreca.

Kaarina Kaikkonen

La Fondazione Pastificio Cerere e la Galleria Z2O Sara Zanin presentano, con questa esposizione a due location, la prima personale italiana dell'artista finlandese Kaarina Kaikkonen (Lisalmi, Finlandia, 1952).

Conosciuta in tutto il mondo per le sue maestose installazioni ambientali realizzate con l'ausilio di materiali poveri quali abiti di seconda mano e pezzi di carta, la Kaikkonen affronta la sua prima mostra romana progettando, per gli spazi della Fondazione, un suggestivo site specific. Legando 600 camice, reperite nei mercatini di Porta Portese e Via Sannio, a 27 corde, ciò che si prospetta agli occhi del pubblico è uno spettacolo alquanto “popolare”: centinaia di vestiti, stesi come ad asciugarsi al sole, si librano nell'aria aderendo all'edificio solo nei punti in cui i ballatoi, presenti nel cortile, si intersecano tra loro. Temple, questo il nome dell'opera, ha come obbiettivo quello di ricreare l'antica atmosfera folkloristica tipica del quartiere di San Lorenzo, ormai perdutasi nei meandri della tecnologia e del progresso.

All'interno della Fondazione, invece, troviamo And it was empty, un'enorme pannellatura, composta da giacche vintage maschili, che, come una tavolozza, gioca con luci e gradazioni di colore, dal chiaro allo scuro e viceversa.

Per lo spazio espositivo Z2O, l'artista presenta una differente tipologia di lavori: Shoes, farfalle realizzate utilizzando scarpe appartenute un tempo alla madre. Sono l'esempio più eclatante di tutto il suo lavoro che fluttua sulla linea invisibile che separa installazioni, architettura e la più classica concezione di scultura.

Spazio e materiali sono le componenti fondamentali per la buona riuscita del lavoro della Kaikkonen: il paesaggio, urbano o naturale che sia, diviene parte stessa delle opere, creando un contenitore differente e un'atmosfera caratterizzante per ogni esposizione; i materiali sono non convenzionali e spesso di riciclo: abiti, carta igienica, scarpe femminili, sacchi di patate sono solo una piccola parte della vasta gamma di oggetti utilizzati per la realizzazione dei suoi lavori.

La mostra curata, in entrambe le location, da Laura Barreca mette in evidenza una personalità rimasta legata alla semplicità del lavoro manuale: estranea e forse contraria alla tecnologia artistica del nostro secolo, Kaarina Kaikkonen si allontana visibilmente dalle prerogative della contemporaneità, categorizzandosi in quella schiera di artisti “poveri” di altri tempi.

08/10/2009

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