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Katinka Boch, D’un vert tirant sur le bleu
Alessia Tuzio

Dove: Fondazione Pastificio Cerere
Quando: 09/12/2009 - 22/01/2010
Info: via degli Ausoni, lun-ven ore 15-19, web: http://www.pastificiocerere.it - email: info@pastificiocerere.it ingresso libero

Katikna Boch, Landschaft unter dem Tisch

Il 9 dicembre si è inaugurata, presso la Fondazione Pastificio Cerere, la prima personale italiana di Katinka Boch. Per l’esposizione romana, l’artista ha presentato una serie di lavori che mettono in relazione lo spazio espositivo con l’ambiente esterno che lo circonda. Medium di questo rapporto sono elementi come la misura, la percezione e il tempo, che interagiscono fisicamente con le opere.

Il titolo della mostra, “D’un vert tirant sur le bleu”, indica il legame molto forte percepito dall’artista tra terra e cielo, interno ed esterno: termini apparentemente contrapposti, avvicinati dalla parola latina glaucus che indica una specifica tonalità di verde, paragonabile al non-colore per la sua sterilità emozionale.

“Local Colour Balance” sfrutta proprio le tonalità del glauque, (traduzione francese di glaucus) dei limoni e un’asta di acciaio per creare una bilancia, pendente dal soffitto, che metta in contrasto il giallo acceso, simbolo di energia vitale e le tonalità spente del verde e del blu. Lo spazio espositivo è messo in discussione attraverso le altre installazioni presenti. “Ouverture vers l’éspace du présent”, ad esempio, è un’apertura in muratura ricavata nella parete di fondo di uno degli spazi della Fondazione, in modo da mostrare l’ambiente adiacente e far entrare nella galleria luci e suoni; è una sorta di finestra su un’altra realtà, quella che viene vissuta fuori dallo spazio riservato all’esposizione. Nella stessa sala anche “Ognuno sta solo”, lampadina infilata nel pavimento emettente una fioca luce, e “Die Diagonale (Rom)”, un filo diretto tra interno/esterno che si protrae dall’angolo più estremo dello spazio espositivo fino alle pareti esterne del cortile.

Allo scorrere del tempo, elemento che entra a far parte della mostra, alcune opere subiscono una vera e propria trasformazione materica: in “Geschwister”, due sculture identiche, in creta non cotta, saranno modificate ora dagli agenti atmosferici, ora dal calore dei corpi umani. Infine, in “Trois mesures”, entra in gioco la verticalità: le sculture in questione sono frutto di una performance dell’artista presso gli spazi esterni della Fondazione Pastificio Cerere. I blocchi di creta, anche questi non cotti, sono stati lanciati dalle varie altezze dei ballatoi del cortile: la forma che hanno è la combinazione tra l’altezza delle varie balconate e la forza di gravità azionata dalla caduta al suolo di ogni pezzo. Aria e terra sono gli elementi caratterizzanti della performance.

La scultura, alla base della ricerca di Katinka Boch, è concepita sempre in rapporto all’ambiente circostante, al tempo e agli agenti atmosferici assumendo così una dimensione puramente installativa.

22/12/2009

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