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MILENA PAVLOVIC BARILLI. Una mostra per il centenario della sua nascita
Federica Rigillo

Dove: Museo Hendrik Christian Andersen
Quando: 18/12/2009 - 31/01/2010
Info: via Pasquale Stanislao Mancini 20, tel 063219089, mar-dom ore 9.30-19.30, http://www.museoandersen.beniculturali.it

Milena Pavlovic Barilli, 1938, autoritratto

La casa-museo H. Christian Andersen apre le sue sale alla pittrice serbo-italiana Milena Pavlović Barilli, per celebrarne l’opera in occasione del centenario della sua nascita.

La mostra romana curata da Jelica Miloikovic, direttrice della Galleria Milena Pavlović di Požarevac e Žana Gvozdenović e del Museo d`arte contemporanea di Belgrado, è realizzata col patrocinio del Ministero della Cultura della Repubblica di Serbia e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana e partecipa insieme ad altre istituzioni alle celebrazioni volte a risvegliare il ricordo di questa artista colta e cosmopolita. In contemporanea sono state inaugurate diverse esposizioni a Belgrado (Galleria dell’Accademia delle Arti e delle Scienze e Istituto Italiano di cultura), a Novi Sad (Galleria Matica Srpska con 14 dipinti della collezione del Museo d’arte contemporanea di Belgrado), a Rimini sono presentati i suoi disegni di moda nella mostra “Moda nella stanza dell’artista” al Museo della Città, dal 19 dicembre al 24 gennaio, infine, a Parigi, nel Centro culturale serbo, è stata realizzata una mostra didattica.

Presso il Museo Andersen sono esposte 41 opere: oli, tempere e disegni, provenienti dal corpus di 894 lavori della pittrice, raccolto dalla Fondazione - Galleria Milena Pavlović Barilli di Požarevac, in Serbia, grazie alla donazione della madre dell’artista.

Milena Pavlović Barilli è stata un’artista prolifica e di successo, considerando la prematura scomparsa avvenuta a soli 36 anni.

Figlia unica di Danica Pavlović Barilli, donna di grande cultura proveniente da una rinomata famiglia serba e dell’italiano Bruno Barilli, compositore, critico musicale, poeta e autore di libri di viaggio, rampollo della celebre famiglia di artisti di Parma, Milena cresce in un ambiente colto e raffinato. La sua vita è caratterizzata da molteplici viaggi all’estero. Formatasi presso la Scuola Artistica di Belgrado, continuò i suoi studi soggiornando prima a Monaco di Baviera e succesivamente a Madrid, città che la conquistò per la sua cultura diversa, bizzarra, a suo giudizio “esotica“, qui è affascinata dalle opere di Velázquez e Goya, i cui influssi si ritrovano, a distanza di anni nell’Autoritratto con velo del 1939.

La notorietà inizia con la sua prima esposizione nel 1931 a Londra presso la Bloomsbury Gallery, dove la sua arte onirica e malinconica si presenta al pubblico e ai giudizi critici degli addetti ai lavori. L’anno seguente è la volta di Parigi e dei grandi incontri con gli artisti e intellettuali dell’epoca che si intensificheranno nel 1938 quando otterrà l’attenzione di André Breton, Jean Cocteau, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis e Paul Valéry. L’opera di Milena, infatti, si caratterizza per degli accenti metafisici che l’avvicinano sia alla pittura di De Chirico che ai surrealisti francesi, ma in questi dipinti la sua materia è meno sontuosa e più grafica, sono una di disegni colorati.

La cultura artistica italiana rinascimentale, da sempre studiata e conosciuta per i suoi continui soggiorni a Roma, Venezia e Parma emergeranno più palesemente negli anni seguenti, sia a livello tecnico, a velature sottili, sia per l’emergere di figure che richiamano l’antichita, la mitologia e le tradizioni della cultura mediteranea.

L’atmosfera delle opere di Milena è rarefatta, nostalgica, raffinata e sognante.

I ritratti penetranti, schietti e vivaci, da quelli realisti degli esordi, Ritratto della madre, 1931 a quelli più elaborati e psicologcamente introspettivi degli anni successivi, Ritratto di Bruno Barilli, 1938.

Dopo l’invito a partecipare alla II Quadriennale di Roma nel 1935, il successo romano alla Galleria della Cometa nell’aprile del 1937, l’affermazione parigina del 1938, Milena lascia l’Europa e parte per l’America. Espone con successo a New York e Washington e inizia una brillante carriera di designer, collaborando per le più prestigiose riviste di moda americane,“Vogue“, “Town & Country“, “Charm“, “Glamour“, “House Beautiful“, disegnando abiti, accessori e illustrando pubblicità di cosmetici e gioielli e firmando le copertine. Una sala del museo testimonia questa versatilità artistica dell’artista.

Nel 1943 conosce e sposa Robert Thomas Gosselin, collabora con il compositore Gian Carlo Menotti, ideando i costumi per per il suo balletto Sebastian, 1944, la morte la coglie all’improvviso il 6 marzo 1945.

La mostra romana permette di osservare il lavoro di questa artista, in tutte le sue sfaccettature e di partecipare alla diffusione della conoscenza della sua opera così particolare e composita della cultura europea e americana tra il quarto e la prima metà del quinto decennio del XX secolo.

06/01/2010

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