Home > Magazine > Recensioni > articoli

Wahp Coalition, Human Rights
Alessia Tuzio

Dove: Rising Love
Quando: 21/01/2010 - 27/01/2010
Info: Via delle Conce 14, tesseramento Arci 5 euro, info@risinglove.it

A cura di Silvia Bagnacani del Rising Love, ritorna la Wahp Coalition, questa volta impegnata in una rassegna fotografica socialmente impegnata: Human Rights.

Che tema angusto per tre giovani ventenni! L’età, però, non sembra essere un limite né per la loro personalità, né per il loro lavoro. Convinti e a testa alta, affermano guardandomi negli occhi: “ Sono i diritti umani ciò di cui vogliamo parlare questa volta, troppe volte dimenticati, quasi mai rispettati. In una società civile come quella in cui viviamo, tanto si parla di pace e amore ma, in verità, non c’è un briciolo di reale rispetto per la vita. Non vogliamo sensibilizzare: semplicemente mostrare i fatti per come realmente sono.”

Stupita e convinta allo stesso tempo dalle loro parole, mi avvicino così alle immagini formato poster, un metro per sessanta centimetri, che coprono le pareti della stanza: divieto di qualsiasi tipo di discriminazione, diritto alla sicurezza, diritto al matrimonio e alla famiglia, diritto alla nazionalità, diritto alla vita.

La scelta ricade su contrasti forti, foto scure e tetre accecate da lampi di luce volti ad evidenziare la ricercatezza dei particolari, delle scenografie e dei costumi in ogni singolo frame. A differenza della precedente esposizione, non ci sono istantanee, momenti rubati alla vita quotidiana di persone inconsapevoli davanti all’obiettivo: la costruzione degli scatti, questa volta, ha assicurato alla Wahp Coalition la destrezza necessaria per affrontare tempi così complessi.

Le immagini sembrano essere degli slogan in sé: “Proteggiamoci dall’AIDS!”, “ Nessun diverso, nessun nemico da combattere!”, “Io sono esattamente come te!”, “Gli standard non esistono!”. E poi il diritto alla vita, quello che genera più riflessioni: qui poche parole, solo la scelta di citare Alessandro Baricco che, col suo Oceano Mare, parla per tutti: “Voglio dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c’è, tanta da impazzire, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio. Ce la farò, vero? Vero che ce la farò?”.

Mi lascio alle spalle queste parole. Esco fuori e accendo una sigaretta. Per un attimo penso di spegnerla perché anche quella, in fondo, è una mina al mio diritto più importante.

04/02/2010

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910