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Carta d’identità degli stati d’animo, Seboo Migone
Alessia Tuzio

Dove: Fondazione Pastificio Cerere
Quando: 12/03/2010 - 30/04/2010
Info: Via degli Ausoni n. 7 ingresso libero

Presso la Fondazione Pastificio Cerere è in corso la personale di Seboo Migone, dal titolo Carta d’identità degli stati d’animo, a cura di Alan Jones. In mostra una decina di opere circa, principalmente datate 2009, fra dipinti a olio, disegni a carboncino e piccole sculture in bronzo.

L’allestimento, sicuramente, conferisce valore ai lavori del giovane Seboo: enormi tele variopinte sono collocate, sapientemente, nell’asettica sala bianca concludente lo spazio espositivo; i disegni a carboncino, circondati da enormi cornici in legno di quercia, fanno da tramite con le sculture, all’ingresso, disposte su piedistalli dello stesso materiale. I soggetti sono molteplici: paesaggi, nature morte, figure umane e animali; certo, non è facile riconoscerli celati come sono da pennellate e impasti che ricordano, alla lontana, gli scenari visionari di De Kooning.

Proprio gli espressionisti astratti si può dire siano il suo punto di partenza: “colore materiale”, supporti di grandi dimensioni, impatto cromatico forte tanto quanto le emozioni che scaturiscono dall’attenta osservazione delle opere. “Non amo impartire ordini ai miei soggetti… - afferma Migone - …preferisco che un’immagine emerga in modo spontaneo. Se ho un’idea o se vedo una cosa, il mio primo impegno è dimenticarla.”

Come uno scrittore che estrapola i propri personaggi dalla trama arzigogolata di un romanzo, Seboo Migone estrae dalla materia inerme impeti di emozioni, contrasti dimensionali, sogno e incubo, ammirazione e orrore.

“I quadri di Seboo posseggono un retroterra bucolico…” afferma Alan Jones, curatore dell’evento. Questa componente “naturalistica” nasce dalle esperienze di vita dell’artista: nato e vissuto in Val d’Orcia, diplomato a Londra, studioso d’arte a New York. Cosmopolita senza dubbio ma, comunque, strettamente legato al paesaggio toscano, al quale dedica una silenziosa That’s amore. Le valli verdi, estive, crepuscolari, sono sue predilette anche quando sceglie di utilizzare, come supporto alle sculture, tronchi di quercia malata, appartenenti alla sua tenuta valdorciana.

“I miei quadri sono famiglie […] in cui […] fisionomia umana, paesaggio, nature morte, emergono in combinazioni impreviste. Colore psicologico e colore naturalistico sono di uguale importanza nel dare una forma a dipinti che testimoniano il passaggio tra mondi interni ed esterni, tra la notte ed il giorno. […] Il contrasto tra purezza e impurità, l'equilibrio tra fiaba e orrore… Un´influenza molto forte che devo riconoscere è quella dei bambini; il loro impulso anarchico si è insinuato sotto la mia pelle.” Sono le parole stesse di Seboo Migone a spiegare il resto. Anarchia emozionale, interpretativa, tonale: questi gli imperativi dell’esposizione di un’artista di altri tempi.

25/03/2010

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