Home > Magazine > Recensioni > articoli

Terra!
Marcelo Carriero

Dove: 3)5 arte contemporanea
Quando: 17/04/2010 - 19/06/2010
Info: via Cerroni, 3 - RIETI http://www.trecinque.it

Luca Padroni, Terra!, 2010, olio su tela, cm 286x420

Il grande cratere di Luca Padroni esposto da trecinque a Rieti ci rimanda inevitabilmente all’eruzione del vulcano islandese che segala una vitalità della terra terribilmente capace di ridimensionare la presunzione umana riconducendola ad una precarietà preistorica. Il magma e le percolazioni del cratere di Padroni ci mostrano il dramma informe del vuoto che sottopone a una vertigine brutale portandoci sull’orlo della voragine che inghiotte rivoli di colore lungo le pareti curve della buca.

L’immane depressione è dipinta con liquidi impasti da cui ergono grumi più densi che restituiscono inaspettate iridescenze. Padroni ancora una volta rappresenta lo spazio come zona critica della percezione, declinazione di un vuoto frutto dell’indagine sull’abisso precedentemente condotta per mezzo di linee nette che lanciavano l’occhio in una velocissima fuga fuori dal quadro, treni risucchiati da una prospettiva forzata, compressa. L’abisso di Terra! È invece deliquio della superficie, un abbandono molle del margine del quadro a un illusorio collasso del colore, pittura che Deleuze avrebbe definito “figurale” poiché non compromette del tutto il rapporto con il modello. La forra di Padroni non è uno spazio illusorio dove la pittura celebra la mimesi, bensì la “forma sostenibile” di una sensazione.

La sensazione di una realtà “dromoscopica” del periodo dei “treni” è sostituita da un di lento franare per percolazione, quasi un rimando puntuale alle immagini degli smottamenti che hanno caratterizzato l’attuale dramma idrogeologico dell’Italia. La pittura stessa ci trasporta in questo moto, scendendo per lente colature verso una macchia opaca, una pittura vicina a quella del suo amico Matteo Montani.

È giusto ricordare a proposito che Padroni e Montani vennero radunati nel 2006 dal critico Marco Tonelli insieme a Mauro Di Silvestre, Paolo Piccozza e Nicola Bargantini in una mostra da Fabio Sargentini intitolata Pittori al muro. In quella mostra, concepita su uno schema apparentemente anacronistico, Tonelli sottolineò la latitanza della critica in una realtà dominata dalla regia curatoriale che forzosamente raduna linguaggi diversi sotto tesi fin troppo banali.

Così, anche questa personale curata da Antonio Arevalo è in un certo senso la provocazione della pittura, di un dipinto che si mostra sfacciatamente, reclama l’assoluto visibile in un mondo dedito alla sostituzione e alla delega in cui la metafora è molto spesso una vergognoso travestimento della banalità.

23/04/2010

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910