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Interiors
Arianna Piacentini

Dove: Galleria Ugo Ferranti
Quando: 19/03/2010 - 30/04/2010
Info: via dei Soldati, 25/a tel. 06.68802146 www.galleriaferranti.net

Presso la Galleria Ugo Ferranti è ospitata, fino al 30 aprile, un’esposizione che ha tutta l’aria di affondare le proprie premesse nei latenti circuiti dell’emozionale e della storia privata. Interiors questo il titolo scelto per una proposta di quattro artisti italiani emergenti curata da Manuela Pacella. Giorgia Fincato, Stefano Minzi, Cristina Falasca e Maddalena Vantaggi sono gli interlocutori di un dialogo sulla storia dell’individuo, su frangenti esistenziali presentati a partire dalla solitudine inquietante dell’ Impasse di Maddalena Vantaggi, in cui l’uso del video è funzionale alla messa in atto di un disagio esistenziale legato all’isolamento, alla ripetitività del gesto, al senso dell’attesa. Una dimensione solitaria dunque denunciata ancora di più dall’impossibilità di uno sguardo collettivo che viene, anzi, soggiogato dall’ incombenza voyeuristica dello spiare, attraverso un foro, un universo solitario racchiuso in una scatola nera che imprigiona, inquieta ed inibisce qualsiasi possibilità comunicativa.

La controproposta arriva subito in Siamo perfetti insieme opera in cui la Vantaggi servendosi ancora del video propone, paradossalmente, la stasi di un immagine di coppia, richiamo all’equilibrio di un consolidamento emotivo. La dimensione collettiva viene, adesso, chiamata in giudizio e garantita dalla possibile compresenza di sguardi di un pubblico più vasto.

Riflessioni sui percorsi relazionali dunque che viaggiano, principalmente, su richiami a tessuti comunicativi, a passaggi dalla soggettività all’alterità, alla comunione degli individui proposta secondo una visione corporea e sessuale ottenuta attraverso la proposta di morfologie uterine e simboli fallici di Cristina Falasca. L’immagine del ricettacolo posto ed illuminato secondo una prospettiva atta ad esaltarne la natura di contenitore, la sua concavità accogliente, luogo da cui poter iniziare una storia di legami biologici, di genealogie familiari.

Intrecci indissolubili all’interno dei quali è impossibile rintracciare un momento di rottura, nonostante lo scorrere di un’esistenza fatta di arrivi, di partenze, di abbandoni . Le linee di Giorgia Fincato ripropongono questa coesione, questo groviglio relazionale di entità segniche dei cui percorsi è irrintracciabile l’inizio e il percorso, così come la direzione futura.

Proprio come l’esistenza dai contorni così indefiniti ed indefinibili, così densa di arrivi, partenze, abbandoni, ritorni, forse… Ma così pregna di memoria affettiva, familiare, amorosa, segnata da momenti topici immortalati in uno scatto fotografico, intrappolati in pose stereotipate all’interno delle quali fissare l’esistenza che, inevitabilmente, scorre. Questo il lavoro proposto da Stefano Minzi che attraverso una breve rassegna fotografica opera un viaggio a ritroso nel proprio passato familiare catturando e proponendo momenti cruciali del suo bagaglio emotivo. La ricerca di un rimedio alla scomparsa, all’assenza di presenze passate, ad affetti andati per l’attuarsi di un naturale meccanismo dell’abbandono. Emblematica presenza, sulla parete di fondo della Galleria, di un “polittico” fotografico in cui l’immagine dell’artista con la tata evoca una riflessione sulla precarietà dei legami poiché soggetti a rotture, la sofferenza della fine ed il disorientamento per la perdita dei riferimenti affettivi. La separazione dei e dai genitori, la riabilitazione ad un nuovo legame, scevro da qualsiasi tipo di vincolo fisiologico, con la tata, l’abbandono anche da parte sua. L’opera si intitola, non a caso, 18 (La Lune), la Luna intesa come madre cosmica, il riferimento assoluto di un principio di vita. 18 fotografie su carta per raccontare un punto di vista, una storia emotiva , l’intera esistenza di ogni individuo in cui il legame, la ricerca della comunicazione, della creazione di rapporti cognitivi, emozionali e sessuali divengono premesse ed ingredienti imprescindibili dell’attuarsi di ogni esistenza.

02/05/2010

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