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I sei traditori della libertà. Pietro Ruffo alla Fondazione Pastificio Cerere.
Gabriella D'Argenio

Dove: Fondazione Pastificio Cerere
Quando: 05/06/2010 - 30/07/2010
Info: via degli Ausoni, 7 Roma info 06.45422960 www.pastificiocerere.com

Gli sguardi alteri e pensosi dei filosofi del Settecento, ritratti da Pietro Ruffo per la personale in mostra alla Fondazione Pastificio Cerere, sembrano interrogare il visitatore sulla propria concezione di libertà. Il nuovo ciclo di opere scaturisce, infatti, da una riflessione dell’artista sulla libertà in senso civile e politico, questione imperitura e quanto mai attuale.

Partendo dalla lettura del saggio del filosofo e politologo Isaiah Berlin, Due concetti di libertà, Ruffo produce una serie di sei ritratti di intellettuali che hanno ragionato a fondo sulla questione (Helvetius, Fiche, Rousseau, Saint-Simon, Hegel , De Maistre) e che furono considerati da Berlin dei traditori perché sostenitori di un concetto di libertà positiva, che la storia ci ha insegnato fallimentare perchè causa di abusi di potere.

Il ritratto a matita di Berlin, l’unico su carta geografica, supporto già diverse volte adoperato dall’artista, si impone subito al nostro sguardo, quasi a guidarci nella comprensione della mostra. Un altoparlante diffonde nelle sale il famoso ciclo di conferenze del filosofo del 1952, in cui esplicita le sue tesi. Tutti i ritratti sono composti da numerosi tasselli, animali in carta come piccoli origami, che sembrano quasi prender vita dai volti dei filosofi. Si tratta di libellule, simbolo di libertà, ma anche insetti vulnerabili e fragili, dalla vita molto breve. Gli insetti modulari, tratto distintivo di numerose opere di Ruffo, restituiscono ai ritratti a matita un aspetto raffinato e delicato. La costruzione degli insetti richiede una grande manualità e una precisione maniacale.

Le opere sono accompagnate da sei video interviste a sei filosofi contemporanei che, da piccoli schermi, ampliano il dibattito sulle libertà politiche e sociali arricchendolo con nuovi spunti, suggerimenti, ipotesi per il futuro.

L’attenzione di Ruffo è sempre rivolta al presente, all’attualità, alla necessità di comprensione del nostro tempo, il tutto però accompagnato da una particolare resa stilistica. Due sono le caratteristiche peculiari del fare arte di Pietro Ruffo: la tecnica e l’impegno civile e politico. I due elementi si mescolano armoniosamente insieme, l’importanza del messaggio ben si fonde con una tecnica artistica ragionata e raffinata, nel tentativo di appagare lo spirito e di creare coscienza critica nello spettatore. Lo spazio espositivo così si trasforma in un luogo di dissertazione filosofica, nei discorsi degli intervistati riecheggiano concetti quali elezioni libere, processi garantiti, libertà di parola, espressioni che sempre più spesso sono svuotate di significato dalle attuali pratiche politiche, anche nel nostro democratico Occidente, e che quindi è sempre meglio ribadire.

26/06/2010

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