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Nidi #03. Santiago Morilla alla nuova sede della galleria CO2.
Gabriella D'Argenio

Dove: Galleria CO2
Quando: 17/09/2010 - 12/10/2010
Info: Via Piave, 66 ROMA info 06.45471209 www.co2gallery.com

Per l’apertura della nuova sede, la galleria CO2 contemporary art, ha proposto una personale dell’artista spagnolo Santiago Morilla, Nidi #03. Si tratta dell’ultima tappa di un progetto che Morilla sta portando avanti da diversi mesi. Tutto è cominciato con la vincita di una borsa che prevedeva una residenza presso la Real Academia de Espana en Roma e la possibilità di sviluppare un piano di lavoro artistico a lungo termine. Il progetto ha previsto tre tappe, un primo intervento dell’artista, a marzo, presso il cortile della Fondazione Pastifico Cerere, poi un secondo, a maggio, alla Real Academia de Espana ed infine questa bella personale alla galleria C02.

Se l’intervento alla Fondazione Pastificio Cerere (murales dipinti sulle pareti del cortile), poteva far pensare alle opere di uno street artista, la sua personale alla galleria C02, confuta ogni dubbio mostrandoci come in realtà Morilla sia capace di trovare un suo spazio ed una sua dimensione anche all’interno di una galleria. Lo stesso Morilla, infatti, pur amando la strada e gli spray, ha più volte ribadito di non considerarsi uno street artist, per la sua volontà di non operare solo in strada e per il suo interesse verso diversi media e diverse tecniche, video, disegno, pittura. Ma nonostante questa dichiarazione, e nonostante numerose sono le tecniche adoperate dall’artista per questi lavori in galleria, molto spazio è lasciato ad un’opera su muro, si tratta di una di quelle personalissime figure mezzi uomini, mezzi mostri, dipinte da Morilla, avvolte e quasi soffocate da milioni di fili rossi o neri. In questo caso però l’operazione artistica assume nuovi significati, infatti l’opera sarà murata divenendo così un reperto di archeologia contemporanea, un odierno geroglifico. Si tratta di un intervento provocatorio, volto alla nobilitazione dell’arte muraria contemporanea, l’opera infatti sarà conservata e protetta a lungo dalle nuove pareti della galleria, quasi a preservarla per le future generazioni.

Inoltre i buffi esseri “nidiformi” dipinti dall’artista sui muri della Fondazione Pastifico Cerere, che si fondevano con gli elementi architettonici e compenetravano l’architettura del luogo, in perfetto stile street, nelle opere presenti alla galleria CO2, perdono quell’aspetto comico caratteristico. Già l’intervento alla Real Academia de Espana, presentava aspetti più introspettivi, il pubblico infatti era introdotto nel nido, nella tana dell’artista stesso, il suo studio. Così l’artista è passato da una riflessione sull’arte e l’architettura, su come questi due elementi possano armonicamente fondersi, ad una riflessione più introspettiva. Gli uomini-nido, perfettamente aderenti alle strutture del cortile della Fondazione Pastifico Cerere, nei dipinti esposti alla galleria CO2 emanano un senso di angoscia e disperazione. Le opere raffigurano uomini avvolti in mille fili da essi stessi generati, così il nido non sembra essere luogo di protezione e pace, ma simbolo dell’impossibilità dell’uomo moderno di liberarsi dalle proprie costrizioni e paure. Ma forse c’è ancora speranza, infatti l’artista ha esposto anche un piccolo ipod che riproduce in loop un video raffigurante uno degli uomini-nido che sembra liberarsi dai fili che lo costringono.

22/09/2010

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