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Vienna. Omaggio alla città e ai suoi artisti.
Gabriella D'Argenio

Dove: Galleria Marie-Laure Fleish
Quando: 05/10/2010 - 06/01/2011
Info: Vicolo Sforza Cesarini, 3A Roma info 06.68891936 info@galleriamlf.com

Vienna è il titolo della mostra collettiva inaugurata il cinque ottobre presso la galleria Marie-Laure Fleisch, che propone le opere di sette artisti austriaci. Si tratta della prima di una serie di mostre dedicate alle capitali dell’arte contemporanea.

La collettiva, curata da Peter Weiermair, mette a confronto due generazioni di artisti, accomunati dall’appartenenza alla stessa nazione ma anche da un tratto grafico violento e primitivo che affonda le sue radici nell’Azionismo viennese degli anni Sessanta. Le opere di Bruno Gironcoli, Gunter Brus, Arnulf Rainer, dialogano in un confronto generazionale con le opere di artisti più giovani, quali Maria Bussmann, Franz Graf, Michael Ziegler. La galleria Marie-Laure Fleisch, che si occupa principalmente di opere su carta, propone una serie di disegni di questi artisti che rivelano un forte legame con il passato, ma anche un suo superamento. Infatti Gunter Brus e Arnulf Rainer, tra i primissimi artisti ad adoperare il proprio corpo come protagonista dell’opera d’arte, negli ultimi decenni hanno sperimentato nuovi modi espressivi abbandonando gli aspetti repellenti e narcisisti, tipici delle loro azioni, ma lasciando spesso il corpo protagonista.

Gunter Brus, ha ormai smesso con i cruenti esperimenti sulla propria pelle e sul proprio volto, ma forte resta la sua potenza espressiva che si riversa nelle opere in mostra, in cui testi e disegni si fondono alla ricerca di una comunicazione con lo spettatore. Arnulf Rainer, le cui opere esposte sono datate 1985, non abbandona il suo stile e riveste di macchie e segni, fotografie di opere antiche. Quasi ad “omaggiare” l’Italia, Rainer interviene con segni violentissimi, sulle riproduzioni di opere di Piero della Francesca, di Fra Angelico, di Simone Martino, e sul Cristo morto di Mantegna, che assume, così violato, un aspetto ancora più sofferente. Ultimo artista esposto della vecchia generazione è Bruno Gironcoli, che il curatore ha voluto ossequiare in questa mostra, data la sua recente scomparsa. Di Gironcoli, per un periodo vicino agli Azionisti viennesi e che si è interessato soprattutto di scultura, sono esposti due disegni in vernice metallizzata, uno dei quali sembra rimandare alle sue mastodontiche sculture in oro e argento, quasi fosse un disegno preparatorio. Accanto a questi mostri sacri dell’arte austriaca contemporanea, emergono le opere di artisti viennesi di una generazione posteriore, ma non per questo meno attraenti ed interessanti. Le opere di Maria Bassmann, in matita bianca su carta nera, non sono di immediata ricezione e risultano i più raffinati e delicati. Si tratta, infatti di opere che illustrano alcuni aspetti dei suoi studi filosofici, quasi come se la carta nera fosse una lavagna su cui prendere appunti. Un ritorno prepotente alla corporalità e all’erotismo è presente nei disegni di Franz Graf. Artista poliedrico, adopera infatti numerosi media, Graf sembra essere il più vicino al modo di sentire degli artisti viennesi della generazione precedente. I suoi disegni rivelano un segno grafico aggressivo e ritraggono spesso parti del corpo isolate dal tutto che rendono l’immagine conturbante e straniante, o ancora forme astratte che rimandano però ad un mondo vegetale e sensuale. Il tema dell’adolescenza e del desiderio è presente nelle opere di Michael Ziegler, anche in questo caso il corpo è al centro della rappresentazione, ma l’aggressività e la tensione, sono stemperati da un disegno a grafite leggero, appena accennato. A concludere questa panoramica su artisti viennesi, per allentare un po’ quel senso di tensione che naturalmente queste opere infondono, sono esposte una scultura di Erwin Wurm, altro artista di fama internazionale, conosciuto soprattutto per le sue antropomorfe fat sculture ed una divertente istallazione interattiva di Werner Reiterer, appositamante creata per la galleria. Insomma guardando con attenzione la mostra ci si rende conto che non si tratta di un raffronto tra artisti di epoche diverse, per poter decretarne il vincitore, ma di un omaggio ad entrambe le generazioni, alla città di Vienna, alla sua cultura, alla sua arte.

18/10/2010

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