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Mario Ballocco. Odissea dell'Homo Sapiens
Teresa Lucente

Dove: MACRO, Museo d’arte contemporanea di Roma
Quando: 30/09/2010 - 06/02/2011
Info: via Nizza, angolo via Cagliari. Orario: ma-do ore 11-22. Intero € 11 - Ridotto: € 9. Residenti: € 10/€ 8 http://www.macro.roma.museum/mostre_ed_eventi/mostre/mario_ballocco_odissea_dell_homo_sapiens

Mario Ballocco, L'ammonizione-Sputa sentenze / Incomunicabilità, 1946-1950,  Courtesy Archivio Mario Ballocco, Milano

In un momento in cui il pubblico del MACRO è (giustamente) attratto dai i nuovi spazi espositivi – le ormai famose architetture di Odile Decq – non va dimenticato che la sede decennale del museo ospita un vero e proprio tesoro. Nell’antico stabilimento Peroni sono in mostra 51 tavole inedite di Mario Ballocco (Milano, 1913 – 2008), “un personaggio-ponte tra due epoche” – come lo ha definito Angela Vettese – “che aiutò a traghettare l’arte italiana, e in particolare l’ambito milanese, dai migliori fermenti prebellici al vitale contesto dei primi anni Sessanta”.

Seminascosta nei cassetti della biblioteca, l’Odissea dell’Homo Sapiens è il titolo di una serie di disegni per lo più in bianco e nero, realizzati tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta. Paolo Bolpagni, curatore della mostra per l’Archivio Mario Ballocco, insieme al MACRO e al CRDAV (Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive), racconta di come l’artista stesso abbia riscoperto in età avanzata i disegni della giovinezza, esclamando: “… non sono poi così male!”. Al contrario, queste opere sono caratterizzate da una straordinaria efficacia espressiva e comunicativa. Ognuna di queste tavole costituisce la tappa di un viaggio alla ricerca dell’identità umana, da un punto di vista psicologico, morale e sociale.

L’ominide stilizzato, dai grandi occhi attoniti e dalla bocca aperta, è il protagonista di una serie di avventure e disavventure quotidiane, raccontate con sottile ironia e una punta di amarezza. Mettendo a nudo la propria fragilità e talvolta la propria inettitudine, l’homo di Ballocco affronta la solitudine, il rapporto con gli altri, il confronto con l’autorità e l’amore. L’Odissea dell’homo sapiens è la storia dell’uomo alla ricerca delle proprie origini (non è un caso se “Origine” è il nome del gruppo cui Mario Ballocco dà vita a Milano nel 1950, cui aderiscono Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla). In una visione più ampia, le 51 tavole esposte al Macro testimoniano quel misto di disperazione e slancio etico che caratterizzano l’uomo del secondo dopoguerra. Si tratta di un momento intermedio della produzione dell’artista, in cui permane l’adesione all’espressionismo tipica dei primi anni – influenzati anche dalla pittura neocubista – e in cui, contemporaneamente, la grande semplificazione formale preannuncia la conversione all’arte “concreta”, caratteristica della fase successiva.

L’interesse per un’etica sociale, tuttavia, non rappresenta solo un momento della produzione artistica di Ballocco: ne è il filo conduttore. Gli studi sulla percezione visiva che l’artista intraprende sin dagli anni Cinquanta, e che lo condurranno a fondare la “cromatologia” a metà degli anni Sessanta, vanno “ben oltre lo stesso problema del colore, fino a investire […] i fondamenti stessi dell’essere dell’uomo nella società” (Luciano Caramel). Anche nell’ambito del design, per Ballocco “l’intrinseca soggettività dell’opera deve sempre definirsi alla luce di una fruizione collettiva” (Maurizio Vitta). Tutta l’arte di Ballocco, dunque, è orientata a ridurre l’opposizione tra singolo individuo e collettività. Ne L’Odissea dell’homo sapiens l’impegno etico e civile dell’artista si traduce in una sorta di romanticismo attualizzato in chiave ironica, risolvendosi in un poema visivo di grande suggestione.

12/01/2011

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