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“Eccentrico e concentrico”: Salvator Dalì in mostra al Vittoriano
Elena Paloscia

Dove: Complesso del Vittoriano
Quando: 09/03/2012 - 01/07/2012
Info: Orari: dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30 venerdì e sabato 9.30 – 23.30 - domenica 9.30-20.30 - tel. 06/6780664

Salvador Dalì Busto di donna retrospettivo Retrospective bust of a woman 1970 (edizione dell’opera del 1933) Assemblage in bronzo dipinto con penne e oggetti in plastica e latta 74,5 x 67 x 28 cm Collezione Fundació Gala-Salvador Dalì, Figueres © Salvador

È un Dalì a tutto tondo quello presentato, dopo 60 anni,in una importante retrospettiva a Roma. Inevitabile scelta per rendere omaggio ad un personaggio che ha trasformato la sua stessa vita in gesto artistico. La mostra, frutto delle ricerche potute compiere dalle curatrici Montse Aguer e Lea Mattarella, in virtù della collaborazione con la Fundaciò Gala Salvator Dalì, è un’occasione per ripercorrere le tappe del lavoro dell’artista sotto più punti di vista. La sua personalità poliedrica e istrionica si rintraccia già nel prezioso nucleo di ritratti, retroilluminati e di grandi dimensioni, posti in una galleria che esalta la straordinaria sensibilità del fotografo Philip Halsmann, autore degli scatti.

Multimediale in un epoca in cui ancora questa parola non era inflazionata, Dalì è presentato al pubblico in una sala buia in cui le sue performance, riprodotte su diversi monitor ci restituiscono, in un fluire dinamico e inatteso, una serie di elementi che ben introducono alla comprensione dell’artista e del suo lavoro che, va ben oltre l’etichetta storica del surrealismo.

Le suggestioni proseguono anche nella sezione in cui si ripercorre il rapporto di Dalì con l’arte del passato, con i classici e con il Rinascimento: non è difficile rintracciare Piero della Francesca e soprattutto, Michelangelo e Raffaello, ma anche Bernini e Borromini, con la cui grandezza l’artista ritiene di identificarsi.

Il percorso, ricco e variegato, consente di scoprire le altre fonti cui Dalì ha attinto nella sua visionaria carriera d’artista: dal postimpressionismo, al realismo, al cubismo, prima di approdare al Surrealismo. Semplicemente incontri, potremmo definirli, le cui tracce più o meno esplicite si rintracciano nei capolavori esposti in mostra, dipinti, sculture e miniature, che ripercorrono le varie fasi della sua attività.

Un solco, più che una traccia, è lo straordinario e complesso rapporto che Dalì ebbe con l’Italia, ricostruito in mostra dopo accurati studi, nei dettagli più importanti. I luoghi, le città, tra cui Roma, Venezia e Bomarzo, i personaggi, le atmosfere, la cultura, costituiscono un humus fertile e produttivo. L’incontro con registi e attori come Visconti, Fellini, Anna Magnani, le sue collaborazioni per costumi e per scenografie teatrali, per la realizzazione di oggetti di design per la Alessi, o per la pubblicità, hanno dato vita a straordinarie creazioni documentate da documenti d’archivio, fotografie, opere d’arte ed oggetti.

14/03/2012

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