Home > Magazine > Recensioni > articoli

Liu Bolin. GRAND TOUR MADE IN CHINA
Federica Rigillo

Dove: Museo Hendrick Christian Andersen
Quando: 13/09/2012 - 11/11/2012
Info: Via Pasquale Stanislao Mancini, 20, tel +39. 06 32 19 089; ORARI: mar – ven 9.30 - 18.30 e sab - dom 9.30 - 19.30 chiuso lunedì - www.museoandersen.beniculturali.it

Il Museo Hendrick Christian Andersen propone la prima personale romana dell’artista cinese Liu Bolin (Shandong, 1973) composta da venti fotografie di medio e grande formato del ciclo Hiding in Italy, sezione della nota serie fotografica Hiding in the city. La mostra A secret tour, a cura di Raffaele Gavarro, offre l’occasione per conoscere le opere di questo giovane artista rinomato a livello internazionale.

Il Museo diviene luogo ideale per ospitale le immagini del suo grand tour contemporaneo: tanto Liu Bolin è ancora oggi totalmente affascinato, rapito e stregato dalla nostra cultura e magnificenza storico-artistica, quanto, allo stesso modo, lo fu, all’inizio del Novecento, lo scultore H.C. Andersen che decise di stabilirsi definitivamente a Roma per poi progettare e costruire la sua dimora-atelier, l’attuale museo.

Le fotografie di Liu Bolin ci mostrano quanto ancora il nostro “eroico passato” è di insegnamento e di stimolo per gli artisti contemporanei. In mostra è possibile visionare anche l’interessante video-intervista all’artista, da questa si possono trarre alcune sue considerazioni a tal proposito: “La cultura italiana è la base della cultura europea. La maggior parte degli artisti più importanti, prima di diventare celebri, hanno sentito l’esigenza di confrontarsi con l’Italia, per migliorare la propria ricerca. La stessa relazione esiste a mio avviso tra la cultura cinese e tutto il continente asiatico. Sotto questo aspetto, l’Italia e la Cina sono allo stesso modo, l’una sorgente delle cultura occidentale, l’altra di quella orientale”.

La sua ricerca si concentra innanzitutto sulla scelta del luogo, in questa serie si tratta di alcuni dei più celebri e suggestivi siti del nostro paese, tra i quali la Galleria Borghese e Castel Sant’Angelo a Roma, la Villa dei Misteri a Pompei, la Biblioteca Capitolare a Verona e il Ponte di Rialto a Venezia. Liu Bolin si pone all’interno dell’immagine immergendosi in essa. La tecnica è complessa, nulla è reso tramite modifiche informatiche. Vestito con la divisa militare, retaggio della cultura cinese dei tempi trascorsi, si fa completamente dipingere con i colori, potremmo dire, con l’atmosfera del luogo prescelto, nel punto in cui la sua posizione converge con l’obiettivo della macchina fotografica e nel momento giusto avviene lo scatto. L’opera è il risultato della laboriosa esperienza della squadra in cui l’artista è il regista e il soggetto ritratto, che però scompare nel sito, mimetizzandosi completamente. Nonostante ciò la sua figura ectoplasmatica emerge e conferisce nuovo valore allo spazio, ci pone nelle condizioni di valutare l’immagine nota con un altro sguardo e di percepirla in maniera differente rispetto alla consuetudine.

Per concludere si può ricorrere ancora una volta alle sue parole: “La mia ricerca s’incentra proprio su questa relazione e sull’influenza sul singolo io-artista sul tutto-ambiente e viceversa. In questo caso, l’ambiente era l’Italia con il suo patrimonio artistico”.

18/09/2012

a cura dell'Ass. "Merzbau - Arte e Cultura" sede legale via del Badile 14 - 00159 - Roma | Cell. 347 7074779 - Fax +39 06 97258910