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Paola Binante. Generazioni. Pluralità del femminile
Kimberley T.M. Ossani

Dove: Museo di Roma in Trastevere
Quando: 07/03/2014 - 01/06/2014
Info: Museo di Roma in Trastevere, Piazza Sant'Egidio 1/b Orario: da martedì a domenica 10.00-20.00 La biglietteria chiude un'ora prima Giorni di chiusura - Lunedì, 1 gennaio, 1 maggio Biglietti: Intero: € 7,50 - Ridotto: € 6,50. Gratuito per le categor

Paola Binante, Tatina 2013, installation view, Museo di Roma in Trastevere, foto: Paola Binante

Generazioni Pluralità del femminile, la mostra allestita al Museo di Roma in Trastevere fino al 1 giugno, è un percorso scandito in tre tappe, tre lavori sviluppati nell’arco di quasi un decennio che segnano una sorta di rinascita della fotografa Paola Binante. Tre azioni per rinascere.

Apre il percorso il primo nucleo, Generazioni appunto, è la riscoperta e il rilancio attraverso alcuni oggetti appartenuti alle donne della sua famiglia, del valore e dell’importanza del femminile in una cultura, quella calabrese, fortemente matriarcale. Gli oggetti, non solo metonimie della nonna, zie e madre, permettono alla fotografa di ripercorrere la memoria familiare per darle nuova vita, rileggendo e valorizzando attraverso questi non solo i legami naturali che le uniscono ma anche la specificità del femmineo. Le genitrici danno alla fotografa la possibilità non solo di nascere una prima volta come donna, ma di ri-nascere artista, consapevole della propria identità e delle proprie radici.

Tatina, la grande installazione allestita nella sala centrale dell’esposizione, si snoda in 36 pannelli, e concretizza la liberazione del corpo della sorella da quella fascia che ne avvolgeva il corpo per costringerlo ad una postura ritenuta consona per il corpo femminile. Lo srotolamento ellittico agisce liberando appunto la sorella, e sé stessa; un vortice di stoffa bianca la svincola e le permette di agire per sé, libera da qui vincoli culturali che resteranno una lontana eco.

Io sono, terza tappa, è l’azione ultima e definitiva, il completamento delle tappe precedenti: generata, poi liberata, la fotografa può rinascere. I blister e l’asettico pranzo ne sono enunciazione ed esplicita dichiarazione: un anno di sacrifici e di cura di sé stessa, non per conformarsi all’ideale femminile che la circonda, ma per consolidarsi come donna e come artista, per emergere dalle acque stagnanti ed affermare la propria identità. Nuda ed eterea nasce a nuova vita: il borsellino impressionato come una matrice dalla piccola macchina fotografica che conteneva, ne è allegoria.

La mostra Generazioni esibisce un’intimità profonda, svelata a chi saprà prestare attenzione e leggere la trama delle stoffe e dei ricami, a chi non si fermerà alla sola estetica, ma ripercorrerà insieme a Lei le proprie radici, la capacità di affrancarsi da queste per ritrovare la propria identità.

19/03/2014

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